Il sesto appuntamento di «Letteratura liturgica» nella Nuova Serie di «RL» è ora sotto gli occhi dei lettori ed estimatori. Le numerose pagine che caratterizzano questo «fascicolo» danno subito l’immagine di un impegno quanto mai arduo e ampio circa la problematica connessa con una pubblicazione di questo genere. Senza stare a ripercorrere le idee che hanno orientato e accompagnato finora il nostro lavoro, anche questa volta possiamo affermare di poter offrire ai lettori un prodotto che spazia su numerosi fronti, tanti quanti sono quelli che il discorso liturgico richiede. Non sono certo evidenziati allo stesso livello e con le stesse modalità tutti gli ambiti propri del mondo della liturgia; su tutti comunque è aperta l’attenzione che guida gli orizzonti di questa pubblicazione. Qualora si voglia fare una radiografia di quanto recensito, il lettore non ha che da prendere in mano i sei volumi di «Letteratura liturgica» finora pubblicati e partire dall’Indice analitico-sistematico che li ha sempre caratterizzati. I lemmi ivi presenti sono l’indicatore più eloquente sia dell’ampiezza di quanto recensito, sia della profondità con cui il singolo argomento è stato via via trattato. Mettendo insieme il contenuto racchiuso ogni anno attorno a un determinato lemma – per esempio: Eucaristia; oppure: Libri liturgici; o altro ancora – emerge una varietà di orizzonti che permette di constatare quanto, come e dove il singolo argomento venga trattato. C’è un aspetto che rimane sempre in sospeso: la consapevolezza – ovvia! – della non completezza dell’informazione. Chi si accosta a questo «strumento» si rende ben conto che è impossibile recensire tutto quello che viene prodotto nel mondo. In un certo senso possono essere di aiuto anche i motori di ricerca del web, ma i risultati saranno sempre parziali e mai comunque concorrenziali con una pubblicazione a stampa. Se il presente fascicolo vede la luce anche in questo anno – nel 2003 non sarà pubblicato perché «RL» avrà una programmazione particolare in occasione del 90° delle sue pubblicazioni – il merito è dei numerosi collaboratori che a diverso titolo, ma sempre con dedizione encomiabile, vi si dedicano. Al termine di ogni annata si dà sempre l’elenco di tutti coloro che hanno collaborato; per questo fascicolo desideriamo farlo in modo particolare: Accrocca Felice, Latina Arduin Caterina, Vicenza Barba Maurizio, Roma Baroffio Giacomo, Cremona Benazzi Natale, Milano Calapaj Anna Maria, Padova Calvano Corrado, Roma Carelli Roberto, Torino Catella Alceste, Biella Colliard Lino, Aosta Costa Eugenio, Torino Falcone Antonio, Roma Florio Massimo, Ancona Folsom Cassiano, Cascia Fuzes Adam, Budapest Gregur Josip, Monaco Mancini Marco, Viterbo Maniago Claudio, Firenze Maritano Mario, Roma Nebel Johannes, Roma Negruzzo Simona, Pavia Sacco Raffaele, Roma Sodi Manlio, Roma Sorci Pietro, Palermo Tavella Sofia, Roma Trapani Valeria, Palermo Triacca Achille M., Roma Troía Pasquale, Roma Venturi Gianfranco, Vicenza Zadlo Andrzej, Cracovia Gevaert Joseph, Roma Non basta prendere in mano un libro o una rivista per essere liberi e per avere la certezza di capire tutta la realtà; un fatto però è certo: la lettura e il confronto delle idee costituiscono una via privilegiata per portare un contributo allo sviluppo e all’approfondimento del discorso scientifico, pastorale, spirituale, formativo... Nessuno è padrone della storia; essa appartiene a tutti perché tutti, in vario modo, contribuiscono a «scriverla». Nello specifico contesto culturale – nel nostro caso, secondo la declinazione «cultuale» – ogni apporto, quando è serio, merita attenzione. La stessa storia, poi, con il suo fluire e con la sua capacità di sedimentazione si premurerà di vagliare tutto. Intanto diamole il tempo e soprattutto... il materiale! * * * Il presente fascicolo. Secondo lo stile ormai collaudato nel tempo, l’impostazione del fascicolo vuol rispondere ad alcune attese peculiari. In questo senso sono da accostare le singole rubriche: – In memoriam. Vari fratelli hanno superato la soglia del tempo per entrare in quella visione beatifica che a suo tempo hanno studiato e insegnato nella ricerca e nella docenza; hanno vissuto con pienezza nel ritiro e nella pastorale; hanno educato a cantare attraverso la musica e a contemplare nei simboli dell’arte. Per questi – di cui abbiamo avuto notizia e di cui ci siamo premurati di avere un ricordo – vada il pensiero riconoscente di chi è ancora in cammino e beneficia, direttamente e indirettamente, delle loro fatiche e della loro generosità. – Note. C’è un contributo che segnaliamo in questa rubrica, a sé, perché non rientra direttamente nella prospettiva tipica del «bibliografico». Si tratta di una proposta di studio un po’ nuova. I testi latini del Missale Romanum presentano una struttura sintattica e caratteristiche retoriche meritevoli di attenzione anche da parte del linguista. Due studiosi offrono un breve saggio di analisi linguistica e letteraria, procedendo a un’esplicitazione degli «strati» che compongono alcune preghiere dopo la comunione, proposte per il tempo di Avvento. Si offre così un esempio semplice di applicazione di un metodo che ne mette in evidenza il grado di elaborazione e ne focalizza i pregi formali da sempre apprezzati. – Note bibliografiche. È una sezione particolarmente ricca questa volta. D’altra parte, alcune opere richiedono un tipo di «presentazione» che superi l’ambito più ristretto della recensione. Tutti questi contributi, comunque, hanno di mira l’orientamento del lavoro dello studioso verso prospettive ulteriori. – Recensioni e segnalazioni. Sempre molto sviluppata questa rubrica; essa raccoglie le recensioni, le segnalazioni, e da questo anno anche la letteratura dei liturgisti che hanno risposto al nostro appello. In genere si tratta della segnalazioni di quanto scritto nei due anni precedenti, ma con alcune eccezioni; ogni autore, comunque, è responsabile di quanto ha inviato alla Direzione. Ne deriva una ricchezza impressionante – si osservi, di riflesso, l’Indice analitico-sistematico – che cerca di dare l’immagine concreta di quanto prodotto di recente. – Indice degli autori. Costituisce il segno eloquente delle persone che sono state chiame in causa e di riflesso l’impronta della loro opera. – Indice analitico-sistematico. È la chiave di comprensione per riflettere su quanto altri hanno già prodotto; ma anche l’indice per fare il punto, e per cogliere gli orientamenti della letteratura che di anno in anno arricchisce il mercato e richiamano l’attenzione dei lettori.
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