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ELiber: E-book Religiosi e Testi Sacri
Evangeliario



Il «Codice dei codici» e la comunicazione
Sommario    
Benedicto XVI: «robur et concordia Spiritus»   323    
Editoriale   332    
STUDI

C. Cibien
Liturgia e comunicazione: azione e comunità
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La comunicazione liturgica è sempre in tensione tra quella divino-umana e quella umana. Tra le due, è comunque la prima a essere determinante e a richiedere una formazione robusta e consistente. Inoltre, anche le codificazioni messe in atto nel corso di una celebrazione liturgica non devono far dimenticare che il vero «segno» tra le mani della Trinità – intesa come «emittente primo» – è il cristiano. Tutto il resto è ad esso funzionale. Questo fa sì che un confronto tra la liturgica e altre forme di comunicazione – ad esempio quella massmediatica – sia fortemente problematico.

In liturgical communication there is always a tension between that which is divine-human and what is purely human. However, between the two, it is the first that is the determining element and which requires a robust and consistent formation. Besides, even the codifications put in motion in the course of a liturgical celebration should keep in mind that the true «sign» in the hands of the Trinity – understood as the first transmitter – is the christian. Every thing else is at the service of that. Thus a comparison between liturgical and other forms of communication, for example that of the mass media, becomes very problematic.



  337    
G. Bonaccorso
L’ascolto della fede nella liturgia
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Il tema è quello del rapporto tra la parola della fede e il linguaggio della liturgia, tra l’ascolto della fede e il tipo di comunicazione che avviene nella liturgia. Viene anzitutto messo in evidenza che la liturgia attiva le diverse forme della sensibilità umana e le intreccia in modo da coinvolgere chi vi partecipa sui molteplici piani dell’azione, dell’emozione, dei significati, della bellezza, dell’arte. Se la liturgia rispetta le dinamiche estetiche, ossia le dinamiche della sensibilità, diventa il luogo di una comunicazione olistica, rispettosa della complessa esperienza umana; diversamente perde significato, valore e forza, consacrandosi solo all’insensibile, all’insignificanza e al nulla. Per questo, la nostra epoca può vedere il tramonto o l’alba della liturgia.

The theme is that of the relationship between the word of faith and the language of the liturgy, between the listening of the faith and the type of communication used in liturgy. The study highlights the fact that liturgy activates the diverse forms of human sensibilities and weaves them together in such a way as to co-involve those who participate in it on multiple levels of action, emotion, significance, beauty and art. If liturgy respects the dynamics of aesthetics, or rather those of sensibilities, it becomes a place of a holistic communication, respectful of the complex human experience; otherwise it looses significance, value and force, dedicating itself solely to the insensible, the insignificant and to that which is nothing. For this, our epoch can witness either the decline or the new dawn of liturgy.

  351    
L. Girardi
Iniziazione e comunicazione della fede

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L’iniziazione cristiana è il momento in cui vengono generati i credenti. A fronte della situazione pastorale che fa riscontrare spesso l’inefficacia dell’iniziazione nel comunicare la fede, l’articolo cerca di mostrare il compito proprio dell’iniziazione rispetto alla comunicazione della fede (rendere possibile l’atto che struttura l’identità credente), esplicitando le condizioni nelle quali l’iniziazione può svolgere il suo compito (trasmissione del Vangelo e anticipazione del senso compiuto della vita cristiana) ed evidenziando la forma pasquale che l’iniziazione imprime alla fede attraverso i gesti sacramentali (comunicare la fede è essere introdotti nell’esperienza pasquale di Gesù). In questo quadro è possibile comunicare «la» fede e «nella» fede.

Christian initiation is the moment when the believers are generated. In front of the pastoral situation that makes one aware of the inefficacy of the initiation to communicate the faith, the article seeks to show the task proper to the initiation as regards the communication of faith (render possible the act which structures the believer’s identity). It explains the conditions in which the initiation can carry out its task (transmission of the Gospel and anticipation of complete sense of the christian life). It highlights the paschal form that the initiation imprints on the faith through sacramental signs (to communicate the faith is to be introduced into the paschal experience of Jesus). In this over all picture it is possible to communicate the faith in the faith.

 

  369    
P. Sorci
Celebrare l’eucaristia: alla sorgente della comunità cristiana
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Negli ultimi anni una serie di interventi del magistero pontificio e, nel nostro paese, dell’episcopato italiano, hanno sottolineato la centralità dell’eucaristia nella vita e nella missione della Chiesa. Lo studio, con il ricorso alle fonti e ai testi della liturgia oggi in uso, mostra che questa centralità deriva dal fatto che l’eucaristia è memoriale e attuazione del mistero pasquale, vertice della storia della salvezza, e coinvolge perciò tutti gli aspetti della vita della Chiesa. Tale centralità ha non poche conseguenze per la catechesi, per l’azione pastorale e per il modo di celebrare la cena del Signore.

A series of interventions of the pontifical magisterium, and in our country of the italian episcopate, in the last few years have underlined the centrality of the eucharist in the life and mission of the Church. This present study, relying on sources and liturgical texts in use today, shows that this centrality is derived from the fact that the eucharist is memorial and actualisation of the paschal mystery, the summit of the story of salvation, and co-involves therefore all the aspects of the Church’s life. Such centrality is of great consequence for catechesis, pastoral action and for the way that the Lord’s supper is celebrated.

 

  385    
NOTE

F. Rainoldi
Scientiam habet vocis. Un linguaggio musicale per sperimentare la fede
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È un tentativo temerario quello di distillare, entro lo spazio compresso e marginale di una nota, una tematica la cui semplice explicatio terminorum implica una mole di conoscenze interdisciplinari e la documentazione di idee e dibattiti che percorrono la storia. Lo scritto, pertanto, espone per accenni alcuni dei problemi emergenti a partire dall’angolo di visuale e dall’ambito espositivo assegnatogli, nella consapevolezza di non poter concettualizzare termini come «esperienza di fede», per di più collegati al celebrare liturgico, in quanto favorita da un musicale che «prescinda dal testo». Nel tentativo di cogliere in merito qualche aspetto del rapporto tra soprannaturale (grazie e frutti dello Spirito) e creaturale (natura e cultura) mediato dai segni, l’attenzione viene portata su alcuni aspetti della mediazione rituale oggi disponibili ad accogliere il codice acustico.

Here is a tentative effort to distil, within the limited and marginal space of a note, a theme of which even the simple explicatio terminorum would imply much interdisciplinary knowledge and documentation of ideas and debates. The article brings out through certain hints, the problems emerging from the visual angle and from its explanatory field, admitting the impossibility of conceptualising terms like «experience of the faith», all the more connected with liturgical celebration, in as much as it is favoured by a music which is separated from the text. In the effort to gather some aspects of the relationship between the supernatural (grace and gifts of the Spirit) and the creaturely (nature and culture) mediated by signs, the attention comes to be placed on certain aspects of ritual mediation available today to form the guide lines for Church acoustics.



  401    
M. Viviani
La comunicazione nel rapporto tra catechesi e arte sacra
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L’arte sacra e la catechesi sono due realtà comunicative che «fanno eco», a loro modo, al mistero di Dio, rivelato in Gesù Cristo. L’una ha bisogno dell’altra. La comunicazione, possibile e auspicabile, tra arte sacra e catechesi avvantaggia entrambe. Nella logica dello scambio tra le due realtà si propone una modalità operativa di integrazione («catechesi con l’arte sacra»), nella forma del laboratorio, corredata da alcune attenzioni metodologiche e seguita da una serie di prospettive (pastorali e catechistiche). Il punto di arrivo della sinergia tra arte sacra e catechesi è la celebrazione liturgica: essa ne sintetizza gli elementi e i linguaggi, portando alla contemplazione.

Sacred art and catechesis are two communicative realities which in their own way reflect the mystery of God, revealed in Jesus Christ. One needs the other. Communication, possible and needed, between sacred art and catechesis brings advantages to both. Arguing for an exchange between the two realities, an experimentary operative modality of integration («catechesis with sacred art») is proposed. The article calls for attention to the methodology to be followed, and puts forth a series of suggestions both pastoral and catechetical. The point of arrival of the synergy between sacred art and catechesis is the liturgical celebration which synthesizes the various elements and modes of communication, taking one to contemplation.

  411    
ANNIVERSARI

L. Alvarez Verdes
La Costituzione Dei Verbum: contenuti e risvolti liturgici
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Il Vaticano II è stato un concilio incentrato sulla parola di Dio, parola sempre «tagliente», ma in definitiva l’unica che porta salvezza al mondo. Le forti tensioni che accompagnarono l’elaborazione della Dei Verbum sono le stesse che hanno caratterizzato tutto il concilio. Nella Dei Verbum il concilio ebbe il coraggio di dire con chiarezza che la rivelazione è prima di tutto «evento» (autocomunicazione di Dio agli uomini) piuttosto che parole circoscritte proposizionalmente, e che essa ha raggiunto il suo apice in Cristo, fonte unica e definitiva dalla quale attinge la tradizione e il magistero della Chiesa. È in questa identità con Cristo che la Parola rivelata diventa pane di vita, come l’eucaristia. Due «consacrazioni» sotto la forza dello stesso Spirito che la liturgia mette assieme su un’unica mensa. È a questo livello che Dei Verbum e Sacrosanctum concilium trovano il loro punto d’aggancio più profondo.

Vatican II has been a council centred on the word of God, word which is always sharp, but with the sole purpose of bring salvation to the world. The great tensions which accompanied the elaboration of the Dei Verbum have been the same as those which characterized the whole council. In the Dei Verbum the council had the courage to declare with clarity that revelation is first of all an «event» (the auto-communication of God to human beings) more than just ordered words, and that it reaches its apex in Christ, the unique and definitive source of all tradition and magisterium of the Church. It is in this identity with Christ that the revealed Word becomes the bread of life, as the eucharist. Two «consecrations» under the influence of the same Spirit, which the liturgy puts together on one single table! At this level the constitutions Dei Verbum and Sacrosanctum concilium find their profound point of connection.



  423    
ATTUALITÀ

I. Schinella
Benedetto XVI. All’inizio di un «ministero»
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Partendo dal discorso ai cardinali del giorno successivo all’elezione di Benedetto XVI e soprattutto dall’omelia di inizio di ministero, si coglie nella liturgia, specie nell’eucaristia – cioè nel primato di Dio e nel conseguente discorso su Dio – la chiave interpretativa dell’insegnamento conciliare, il centro della Chiesa, la forma dei presbiteri del terzo millennio, la passione dell’unità, la scelta prioritaria degli ultimi e perfino del nome e del ministero di pastore universale di Benedetto XVI. Ciò costituisce l’ancoraggio «teo-logico» dell’inizio di ministero del nuovo pontefice.

Basing on the discourse to the cardinals on the day following his election and especially on the homily on the occasion of the initiation of his ministry, one gathers in the liturgy and specially in the eucharist – that is in the primacy of God and in the consequent discourse on God – the interpretative key of the conciliar teaching, of the name and of the ministry of Benedict XVI as the universal pastor: the centrality of the Church, the figure of the presbyters of the third millennium, the passion for unity, the primary choice of the least and the last. This constitutes the «theo-logical» foundation of the initiation of the ministry of the new pontiff.



  437    
DOSSIER

M. Sodi
Tradurre testi liturgici. Un impegno e una lezione per le Conferenze episcopali
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  • Difficoltà nella traduzione del Messale e di altri libri liturgici per la Chiesa brasiliana (M. Sivinski)
  • Da una cultura all’altra. Problemi e difficoltà linguistiche della traduzione liturgica nell’esperienza della Chiesa spagnola (J.M. Canals)
  • Al seguito di Liturgiam authenticam. La revisione della traduzione italiana del Messale Romano (l’esempio del Santorale) (R. Dalla Mutta)
  • Difficoltà con Liturgiam authenticam. L’esperienza della Chiesa in Germania (R. Kaczynski)
  • La situazione dei libri liturgici nelle traduzioni e nelle edizioni ungheresi (E. Kajtár)
  • La problematica delle traduzioni dei libri liturgici per la Chiesa in Polonia (H.J. Sobeczko).

L’esperienza di sei Conferenze episcopali alle prese con la problematica delle traduzioni liturgiche può risultare significativa delle difficoltà, delle attenzioni, delle sfide e delle attese che comporta un simile servizio per la vita di preghiera delle comunità ecclesiali. Il Dossier ha solo lo scopo di evidenziare alcuni aspetti di ciò che comporta in questo tempo il lavoro di attuazione della riforma liturgica nello specifico ambito della revisione-traduzione del libri liturgici. Da qui si comprende, tra l’altro, il ruolo e soprattutto la preparazione che in un simile «ministero» devono attuare coloro che traducono.

The experience of six episcopal Conferences involved in the difficult process of liturgical translation bring to light the difficulties, the fields of attention, the challenges and expectations involved in such a service, for the life of prayer of the ecclesial community. The Dossier has only the scope of highlighting certain aspects of the actual work in progress of liturgical reform in the specific field of revision-translation of liturgical books. From this, one understands, among other things, the role of and above all the preparation needed for those who render a similar ministry of translation.



  449    
OPERE RICEVUTE   475    




n°3  mag/giu 2005

€ 15,00  

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