| Penitenza e riconciliazione: le sfide di una rilettura... |
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Editoriale
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STUDI
Enzo Pace
La confessione incerta. Cambiamenti negli atteggiamenti nei confronti del sacramento della penitenza e della riconciliazione
Il valore attribuito dagli italiani al sacramento della confessione appare debole. Sia perché è venuto meno il senso del peccato in ampi segmenti della vita individuale e sociale (in particolare in quelli riferibili ai comportamenti legati alla morale sessuale), sia perché, in generale, gli individui rivendicano una propria autonomia di giudizio senza doversi riferire necessariamente a un’autorità considerata esterna, come quella del magistero ecclesiastico. Italians seem to give little value to the sacrament of confession. It could be due to the decrease in that sense of sin in many sectors of individual and social life (especially in those areas which refer to modes of behaviour related to sexual morality). It could also be due to the fact that the individuals claim a greater autonomy of judgement, without necessarily having to refer oneself to an authority that is considered external, as that of the ecclesiastical magisterium.
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Pio Scilligo - Sara Schietroma
Gli stati dell’Io Sé a confronto con il Dio dell’alleanza e il Dio del giudizio
In uno studio sulla relazione tra maturità psicologica e concetto di Dio emerge che, in parte, il modo in cui le persone si fanno un’idea di Dio dipende da come esse si percepiscono e dal loro livello di sviluppo psicologico. Alti livelli della concezione di Dio amorevole e accogliente e nel contempo di Dio come giusto e non punitivo si accompagnano con buoni livelli di maturazione psicologica. Se Dio è concepito come giudice punitivo, allora sia gli uomini che le donne indicano la presenza di oggetti interni affettivamente negativi. Sembra che le donne con livelli alti e medi della dimensione del Dio dell’alleanza e livelli medi e alti del Dio del giudizio, mostrino buoni livelli di integrazione. Non così gli uomini: essi mostrano buoni livelli di integrazione senza segni di difensività se è alto il livello del Dio dell’alleanza e basso o medio il livello del Dio della giudizio; se i livelli del Dio del giudizio sono alti, gli uomini mostrano la presenza di manovre difensive legate a strategie di controllo. The study examines the nature of the relation between the psychological development of the person and the idea the person has of God. If God is conceived as loving and accepting and at the same time he is seen as fair and not punitive, people in general show average high levels of individuation and enmeshment, two signs of good psychological growth. If God is seen as a punishing judge then both men and women report the presence of negative internal objects. Women with high levels of the God of alliance and high or intermediate levels of the God of justice report good psychological development. Things are different with men. Men show good levels of psychological integration and perhaps absence of negative internal objects if the God of alliance is high and the God of justice is low or intermediate; if the level of the God of justice is high, men show signs of defensive behaviour related to control and efficiency.
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Adele Colombo
Liturgia del perdono. Azione umana e divina nel sacramento
Viene qui evidenziata la necessità della dimensione antropologica del rito penitenziale attivante il senso di colpevolezza ritenuto complementare e necessario al passaggio verso un autentico senso religioso-teologico di peccato e verso il pentimento. L’umano viene ritualmente assunto dal divino, poiché l’azione divina si congiunge con l’azione umana per l’attuazione di un unico mistero: il sacramento del perdono-riconciliazione. This study points out the necessity of the human dimension of the penitential rite putting in action the sense of guilt considered complementary and necessary to pass to an authentic religious-theological sense of sin and to repentance. The human is ritually united to the divine, as the divine action joins the human action for the realization of a unique mystery: the sacrament of the forgiveness-reconciliation.
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Valeria Passarini
La penitenza nelle regole monastiche medievali occidentali. Un confronto con la penitenza ecclesiastica: i sistemi penitenziali, i riti e le pene
L’articolo contiene un confronto tra la pratica della penitenza ecclesiastica e i settori penitenziali di alcune regole monastiche per cercare di capire quale tipo di rapporto esista fra questi due sistemi penitenziali. Si sono presi come punti di riferimento cronologici i secoli dal V al IX in quanto particolarmente rappresentativi sia per i cambiamenti avvenuti nella pratica penitenziale ecclesiastica, sia per quelli avvenuti nell’osservanza monastica. The article contains a comparison between the penitential practice of the Church and that of certain monastic communities, to come to an understanding of the type of relationship that exists between these two penitential systems. The fifth to the ninth centuries are taken as chronological points of reference as far as they represent the changes that have taken place in the penitential practices of the Church as well as in those of the monastic communities.
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Mario Florio
Ecclesiologia e riconciliazione: un legame da riannodare. Prassi e dottrina del sacramento della penitenza da Trento al Vaticano II
Un periodo ampio della storia della Chiesa viene avvicinato per porre in luce un nodo fondamentale della prassi e della dottrina del sacramento della penitenza: la relazione tra le varianti della dottrina ecclesiologica cattolica e la questione della riconciliazione come fatto tipico del dinamismo penitenziale. Attraverso l’ascolto di alcune testimonianze significative il percorso risulta particolarmente intrigante, specialmente se lo si confronta con la prassi prevista dall’Ordo pœnitentiae del Rituale Romanum (1614) in vigore fino all’Ordo del 1974. Dall’insieme risulta che la riconciliazione con la Chiesa rimane piuttosto in ombra e come esterna sia alla prassi come alla dottrina del sacramento stesso. Ciò che primeggia è la necessità del singolo peccatore di essere perdonato per ricevere la comunione eucaristica. An ample period of the history of the Church is taken into consideration to highlight a fundamental question of the practice and of the doctrine of the sacrament of penance: the relation between the variations of the ecclesiological doctrine of the catholic Church and the question of reconciliation as a typical fact of the penitential dynamism. Paying attention to certain significant witnesses, the course taken appears to be particularly meddled up, especially if one looks at it in the light of the practice envisaged by the Ordo poenitentiae of the Rutuale Romanum (1614) which was in force till the Ordo of 1974. From an over all picture it appears that reconciliation with the Church remains more in the background and as something external, be it in the practice as in the doctrine of the sacrament itself. What is considered to be of primary importance is the necessity of the forgiveness required on the part of the individual sinner to be admitted to eucharistic communion.
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ANNIVERSARI
Cristina Freni
Il trionfo dell’esperienza della verità . La dimensione cultico-comunionale nella riflessione di Emmanuel Mounier (nel centenario della nascita del filosofo del personalismo cristiano)
Nell’anno centenario della nascita del filosofo del personalismo cristiano e nel contesto di numerose commemorazioni realizzate in questo 2005, una riflessione sulla dimensione cultico-comunionale che ha animato il pensiero del filosofo costituisce un invito a cogliere i valori che emergono dalla visione filosofica di Mounier. La sua lezione si concentra sulla «comunionalità » come struttura essenziale della persona. Una comunionalità che si radica nell’esperienza del dolore, radicata in quel mistero della croce che continua a fecondare la vita del credente attraverso i sacramenti. Da qui scaturisce sia la mistica del dolore che quella della gioia: la grande lezione del filosofo anche in questo peculiare ambito. In the centenary year of the birth of the philosopher of christian personalism and in the context of the numerous commemorations realized in this year 2005, a reflection on the dimension of cultic-communion that has animated the thought of the philosopher, constitutes an invitation to gather together the values which come forth from the philosophical vision of Mounier. His lessons centre on «being-in-communion» as the essential structure of the person. A being-in-communion which is rooted in the experience of suffering, rooted in that mystery of the cross which continues to render fruitful the life of the believer through the sacraments! From this flows both the mysticism of suffering as well as that of joy: the great lesson of the philosopher even in our particular ambience.
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Achille Maria Triacca (†)
Celebrare il vangelo della vita è celebrare il Dio della vita. A dieci anni dall’«Evangelium vitae» di Giovanni Paolo II
Il 25 marzo 1995 Giovanni Paolo II pubblicava l’enciclica Evangelium vitae sul valore e l’inviolabilità della vita umana. Il documento racchiude numerosi elementi che sono strettamente relazionati alla dimensione cultuale della vita. L’autore dello studio ci ha lasciato una rilettura in prospettiva liturgica del documento; si tratta di un approfondimento finora mai realizzato in contesto di teologia liturgica, e che ora è rilanciato perché possa offrire una metodologia per ulteriori approfondimenti anche di altri documenti del magistero che talvolta sembrano avere un limitato rapporto con il culto, mentre se letti in profondità rivelano prospettive inattese non solo per la teologia liturgica. On 25 march 1995 John Paul II published the encyclical Evangelium vitae on the value and the inviolability of human life. The document contains numerous elements which are strictly related to the cultic dimension of life. The author of this study has left us a reading of the document in the liturgical perspective. It deals with a deeper examination not yet realised in the context of liturgical theology, and which is launched out now so that it can serve as a methodology for further studies of even other documents of the magisterium which at times appear to have a limited relationship with cult; while if read in depth, reveal unexpected perspectives not only for liturgical theology.
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NOTE BIBLIOGRAFICHE
Angelo Plumari
Il Messale di S. Michele Arcangelo di Nicosia (1346)
Il contenuto del codice si colloca tra i testi normanni più antichi (XI-XII sec.) e l’edizione del 1499 del Missale Gallicanum et Messanensis Ecclesiae, in cui si registra già l’influsso del Missale romano del 1474. I libri liturgici che i normanni avevano portato dalla loro terra ricevettero in Sicilia numerose aggiunte e interpolazioni. La presenza di elementi gallo-franchi e orientali, specie nel santorale, non riguardano tanto la provenienza e la natura del Missale, quanto l’ordinario processo di assimilazione nelle consuetudini liturgiche di elementi di culto espressi dalle culture normanna e bizantina presenti sull’isola già da due secoli rispetto alla sua compilazione. The content of the code can be situated between the more ancient norman texts (XI-XII centuries) and the edition of the Missale Gallicanum et Messanensis Ecclesiae of 1499, which records already the influence of the roman Missale of 1474. The liturgical books which the Normans had brought from their own land received numerous additions and changes in Sicily. The presence of gallo-frank and oriental elements, especially in the section of the saints, do not belong so much to the origin and the nature of the Missale as to the ordinary process of assimilation in the liturgical traditions of elements of cult expressed by the norman and byzantine cultures present on the island already two centuries before its compilation.
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Alessandro Toniolo
Memorizzazione delle fonti liturgiche per edizioni elettroniche
Come valutare un progetto di tesi che intenda rielaborare elettronicamente una fonte liturgica? L’autore, fondandosi sull’esperienza di insegnamento dell’analisi computazionale delle fonti liturgiche in lingua latina, su pubblicazioni cartacee e in rete, indica il sentiero da percorrere per arrivare all’elaborazione di tesi accademiche che non siano una semplice meccanica trasposizione digitale. Nel cammino indicato ha cercato da soddisfare da un lato l’obbligatorietà per le facoltà accademiche di avere tesi su supporto cartaceo, necessario per la commissione esaminatrice, e dall’altro la possibilità di rendere i lavori usufruibili dalla comunità scientifica degli studiosi di liturgia. How does one evaluate a project of a thesis that intends to re-elaborate electronically a liturgical source? Based on the experience of teaching computer analysis of liturgical sources in latin, and on the publications both in printed form and in the web, the author indicates the path to be followed to arrive at the elaboration of the academic thesis in order that it be not a simple mechanical digital transfer of the material. In the process indicated the study has tried to satisfy, on the one hand, the demands of the academic faculties to have the thesis in the printed form, necessary for the examining commission, and on the other hand, the possibility to make the works in such a way that the scientific community of the researchers of liturgy can use them.
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n°5 set/ott 2005
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