| Le esequie cristiane: una celebrazione per quale memoria? |
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EDITORIALE
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Editoriale
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STUDI
Gianni Cavagnoli
La celebrazione della morte e risurrezione del Signore nelle esequie cristiane
A più di trent’anni dalla pubblicazione del Rito delle esequie lo studio si propone di rivisitare l’istanza prospettata dal dettato conciliare (cf. SC 81): che, cioè, si esprimesse più apertamente l’indole pasquale della morte cristiana. Dall’analisi della ritualità emerge chiaramente la consapevolezza, a livello personale e comunitario, che ogni battezzato, a cui viene dato l’ultimo saluto, in forza della comunione dei santi, è reso pienamente partecipe della Pasqua di Cristo. Tutto ciò in forza dello Spirito Santo, effuso con abbondanza dall’amore gratuito del Padre, che in tal modo manifesta esplicitamente la sua dimensione universale e cosmica.
More than thirty years after the publication of the Order of christian funeral this study proposes to revisit the instance put in prospective by the conciliar dictum (cf. SC 81): that is, to express more openly the paschal character of the christian death. From the analysis of the rituality the awareness clearly emerges, both on a personal and community level, that every baptised person, to whom the last farewell is given, with the help of the communion of saints, is full rendered a full participant of the Paschal mystery of Christ. All this is possible through the strength of the Holy Spirit, abundantly effused from the gratuitous love of the Father, who in this way explicitly manifests his universal and cosmic dimension.
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Renato De Zan
Quale Lezionario per il rito delle esequie?
Mentre la tradizione liturgica delle esequie presenta un Lezionario molto sobrio, l’attuale rito ha un Lezionario molto ricco. Alla luce dei quattro obiettivi del rito, così come appaiono da una lettura congiunta del Decreto e dei Praenotanda, il Lezionario risponde positivamente ai due obiettivi centrali, mentre è parco nell’affrontare il tema dell’intercessione della Chiesa e nell’accompagnare l’espressione del dolore. C’è da chiedersi se gli obiettivi possono restare tali o possono essere ampliati (ad es.: mistero della morte, il corpo del defunto, la solidarietà della comunità ). Se gli obiettivi restano tali, vale la pena cercare di ampliare il Lezionario rispetto alle tematiche dell’intercessione della Chiesa e dell’espressione del dolore? È opportuna una sintonia tra Lezionario ed eucologia su tematiche non sempre adeguatamente corrispondenti?
While the liturgical tradition of the last rites presents a moderate Lectionary, the present rite has an enriched one. In the light of the rite’s four objectives, in the way they appear from a conjoined reading of the Degree and the Introduction, the Lectionary positively responds to the two central objectives, while it is sober in affronting the theme of the Church’s intercession and in accompanying the expression of sorrow. One has to ask if the objectives can remain such or they can be amplified (for example: the mystery of death, the body of the dead, the solidarity of the community). If the objectives remain as they are, is it worth to try and amplify the Lectionary in respect to the themes of the Church’s intercession and the expression of sorrow? Is a tuning between the Lectionary and eucology on themes that are not always adequately corresponding, appropriate?
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Maurizio Barba
L’eucologia del rito delle esequie. Sintesi e sviluppi
L’autore offre una sintesi sul significato della riforma dell’Ordo exsequiarum, ponendo l’accento in particolare sull’eucologia. S’indaga in maniera succinta sul contenuto teologico dell’eucologia dell’Ordo exsequiarum, evidenziando i dati acquisiti e quelli che andrebbero migliorati o da introdurre come nuovi.
The author offers a synthesis on the significance of the reform of the Ordo exsequiarum, placing the accent particularly on the eucology. He explores in a succinct manner the theological content of the eucology of the Ordo exsequiarum, pointing out the acquired data and that which must be improved or reintroduced as new ones.
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Gianfranco Venturi
Le sequenze rituali del rito delle esequie
In un rito funebre tutto ruota attorno al «corpo» del defunto preso nella sua simbolicità . La pluralità del modo di concepirlo determina la diversità dei riti; i vari momenti e luoghi (della morte, della separazione dalla comunità , della sepoltura) in cui viene a trovarsi il corpo danno origine alle tre principali sequenze rituali. Di queste non viene analizzata dettagliatamente la scansione, ma, facendo riferimento al Rito delle esequie, al Rito delle esequie del Romano Pontefice e a rituali laici oggi in uso, viene evidenziato come le varie sequenze si muovono tra ricordo e profezia, tra liminalità terminale e liminalità iniziatica. Nel confronto emergono l’originalità del rito cristiano e il rischio che esso corre oggi di slittare verso una ritualità laica.
In a funeral rite, everything is centred around the «body» of the deceased as taken in its symbolism. The many ways in which it can be conceived, determines the diversity of the rites; the various moments and places (death’s, separation from the community, of the burial) in which the body finds itself, give rise to the three ritual principle sequences. The picture of these sequences is not analysed in detail, but, making reference to the Rite of the funerals, to the Rite of the funeral of the Roman Pontiff and to the lay rituals presently in use, it is shown how the various sequences move from memory to prophecy, from the terminal to the initial threshold. In this comparison there emerges the originality of the christian rite and the risk it faces today of slipping towards a lay rituality.
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NOTE
Paolo Sartor
La «presa di parola» nelle esequie. Situazione, opportunità , indicazioni
La nota di Sartor, coordinatore del Centro per la Parola e la Liturgia della diocesi di Milano, integra la riflessione sulle difficoltà e le opportunità dell’annuncio della speranza cristiana, oggi, con qualche considerazione ed esempio relativo all’omelia e agli altri momenti di presa di parola previsti dalla liturgia delle esequie. A fronte della indubitabile «distanza» della morte dalla vita, indotta dalla cultura odierna, l’obiettivo dell’indagine è quello di interrogarsi sugli strumenti con cui il pastore può restituire pertinenza alla «vicinanza» obiettiva della morte alla vita di ogni uomo.
Sartor’s note, coordinator of the Centre for the Word and the Liturgy of the Milan diocese, integrates the reflection on today’s difficulties and opportunities of the announcement of christian hope, with some consideration and relative example to the homily and other moments of verbal usage predicted in the funeral liturgy. In front of the indubitable «distance» of death from life, driven from today’s culture, the research’s objective is to probe on the instruments with which the pastor can restore pertinence to the objective «closeness» of death to life of every man’s.
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Carlo Cibien
«Non fiori, ma opere di bene». Un linguaggio essenziale che la morte impone, e che ci trova impreparati
Il valore dei riti cristiani che accompagnano la morte e la sepoltura di una persona è capace di superare la povertà dei significati che il tempo attuale ha talvolta attribuito ai gesti ripetitivi e fortemente convenzionali del lutto. A patto, però, che si sappia ascoltare ciò che il morto dice ai vivi e che i vivi, educati dalla morte dei fratelli, sappiano vivere più intensamente il prezioso dono del tempo e della comunità cristiana.
The value of christian rites that accompany the death and burial of a person is able to overcome the impoverished meanings which the present time has sometimes attributed to mourning’s repetitive and strong conventional gestures. Provided, however, that one listens carefully to what the dead says to the living and, formed by the death of the brothers, the living live more intensely the precious gift of time and of the christian community.
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Corrado Maggioni
I tempi del ricordo orante
La tradizione liturgica ha riservato, a seconda delle epoche e della sensibilità , alcuni giorni particolari per ricordare un defunto nella celebrazione dell’eucaristia: sono i giorni terzo, settimo e trigesimo, nonché l’anniversario della morte, assai sentiti ovunque fino a tempi recenti. Si accenna alle messe gregoriane, a quelle del 2 novembre, del ricordo mensile e settimanale prescritto dal Messale del 1570, e al quotidiano ricordo odierno nelle intercessioni dei vespri.
The liturgical tradition has reserved, according to the age and sensibility, some particular days to commemorate a deceased person in the eucharistic celebration: they are the third, the seventh and the thirteenth day, as well as the anniversary of death, much felt everywhere up till recent times. There is a reference to the gregorian masses, to those of the 2nd november, of the monthly and weekly remembrance prescribed in the Missal of 1570, and to the daily remembrance in the intercessions at vespers.
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ANNIVERSARI
Franco Magnani
Il I Congresso internazionale di liturgia pastorale di Assisi (1956). Aspetti inediti dal «Fondo Liturgico Carlo Rossi» (I parte)
Nel 50° anniversario dello storico congresso, il contributo, a partire dalle carte conservate nel «Fondo liturgico» del vescovo di Biella, mette in luce aspetti di quell’evento che segnò una tappa rilevante nel cammino del movimento liturgico e fu, in qualche modo, il preludio della primavera conciliare. La prima parte dello studio consente di «ascoltare», quasi dal vivo, alcuni di coloro che ne furono i protagonisti, consentendo di conoscere progetti inattuati, difficoltà e tensioni tra gli organizzatori, come pure curiosi risvolti inediti.
During the 50th anniversary of the historical congress, the contribution, from the charters preserved in the «Liturgical Source» of the bishop of Biella, highlights aspects of that event which marked an important phase in the life of the liturgical movement and was, in someway, the prelude to the council’s springtime. The first part of the study allows «to listen», almost from live, to some of those who were the protagonists; it gives knowledge about the unrealised projects, difficulties, tensions among the organizers and about the unpublished curious implications as well.
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ACTUOSITAS
Angelo Lameri
I Praenotanda dell’Ordo Lectionum Missae nella nuova redazione italiana. Struttura e principi teologici
L’annunciata pubblicazione della nuova edizione del Lezionario, che utilizzerà la traduzione della Bibbia CEI approvata dai vescovi italiani nel 2002, ha fornito l’occasione per la revisione della traduzione delle Premesse all’Ordo lectionum missae. La nota ripresenta i contenuti fondamentali di questo prezioso testo che dovrebbe essere all’origine di ogni cammino formativo ed educativo all’ascolto, alla proclamazione e, in sintesi, alla «celebrazione» della parola di Dio.
The announced publication of the new edition of the Lectionary which will make use of the CEI Bible translation approved by the Italian bishops in 2002, provided an occasion for the revision of the translation of the Preface of Ordo lectionum missae. The note once again represents the fundamental contents of this precious text which has to be at the origins of every formative and educational way to listen, to proclaim, in synthesis, to «celebrate» the word of God.
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ORIZZONTI
Marco Ronconi
Teologia e retorica in Leone Magno
Le affermazioni di papa Leone I sull’incarnazione sono fondamentali nella storia del vocabolario cristologico latino. Esse sono già state abbondantemente studiate nella storia della teologia, ma forse un’adeguata comprensione dell’importanza dell’antica disciplina retorica – sulla scorta di alcuni recenti studi – può fornire una delle chiavi di interpretazione più fruttuose e complessive. Nel presente articolo si offrono alcuni esempi in merito al nesso scritture-liturgia-teologia, al rapporto forma-contenuto dell’enunciato teologico e alla categoria dell’humilitas.
The statements of the pope Leon I regarding the incarnation are fundamental in the history of christological-latin vocabulary. They were already abundantly studied in the history of theology, but maybe the adequate understanding of the importance of the ancient rhetorical discipline – according to some recent studies – could give one of the keys to more fruitful and complete interpre-tations. The current article offers some examples regarding the combination of scripture-liturgy-theology, in relation to form-content of theological statements and in the category of humilitas.
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Cesare Alzati
Patrimonio testuale e coscienza ecclesiologica nella tradizione patriarchina del tardo Cinquecento
L’autore segnala come un rito particolare sia costitutivamente una realtà ecclesiologica e pertanto non riducibile al solo fatto testuale. Lo evidenzia la riaffermazione dell’identità rituale patriarchina della Chiesa di Como nell’ultimo scorcio del XVI sec. L’opposizione all’abrogazione del rito patriarchino non fu un rifiuto di testi, ma un dissenso di fronte alla cancellazione di una tradizione, in cui s’identificava la continuità della vita ecclesiale. Quanti si opponevano, in piena età postridentina riproponevano quella visione ecclesiologica del patrimonio cultuale, che nei secoli tardo antichi costituiva un segno di unità e di comunione tra le Chiese.
Alzati is signaling in what way the particular rite is essentially an ecclesiological reality and, because of that, it is not reducible to a mere textual factor. This, points out the confirmation of the ritual patriarchal identity of the Church in Como at the end of XVI century. The opposition against abolition of the patriarchal rite was not towards the refusal of texts, but a disagreement against canceling the tradition in which the continuity of the ecclesial life was identified. Those who were opposing this throughout the post-tridentine century proposed, once again, the ecclesiastical vision of patrimonial cult which, in the late ancient centuries, constituted a sign of unity and communion between the Churches.
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NOTE BIBLIOGRAFICHE
Luigi De Martino
La riforma pre-tridentina del Breviario Romano, tra istanze eucologiche e tendenze umanistiche: gli Hymni novi ecclesiastici di Zaccaria Ferreri (1479-1524)
Lo studio offre un saggio delle ricerche d’archivio e degli studi preparatori all’edizione critica dell’opera del Ferreri, gli Hymni novi ecclesiastici: una silloge innodica che costituisce lo stadio iniziale di un progetto di riforma più vasto, che doveva interessare il Breviario. Per un breve tempo (1513-1521) la Chiesa, nel tentativo di riscrivere i testi liturgici ufficiali, ha abbandonato il latino curiale, per adottare esclusivamente la lingua di Virgilio e di Cicerone. Un tentativo che recuperava la memoria classica, ma trascurava consapevolmente una parte della tradizione cristiana. La riforma si arenò presto per dar spazio a più urgenti riforme di indole dottrinale.
The study dwells with the archival investigation and the preliminary studies on Ferreri’s critical work: Hymni novi ecclesiastici. This consisted of a set of writings purposely wrote as a hymn. It constituted the initial phase for a wider reform which had to weight on the entire Breviary. For a short period of time (1513-1521), the Church had abandoned the curial latin and rewrote its liturgical texts, making exclusive use of the language as employed by Virgil and Ciceron. This was an attempt to recuperate classical reminiscence. Sadly, this endeavour deliberately had eradicated significant parts of the christian tradition. This reform was soon discarded, leaving room for a more impelling reform concerning the doctrine of faith.
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INDICI
Indice degli autori
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Indice dell'annata 2006
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n°6 nov/dic 2006
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