| L'adorazione eucaristica, tra celebrazione e culto |
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EDITORIALE
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Editoriale
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STUDI
Renato De Zan
«Adorare, prostrarsi, servire» nel Nuovo Testamento
Il Nuovo Testamento non esprime l’adorazione-contemplazione, ma ne postula in qualche modo l’esistenza. L’adorazione viene presentata come un atteggiamento e un’azione. L’atteggiamento implica l’amore riconoscente per ciò che Dio ha fatto e fa, un consapevole bisogno di salvezza, una coscienza di appartenere a Cristo e una piena coerenza di vita cristiana, guidata e sorretta dallo Spirito. Accanto all’atteggia-mento interiore c’è anche un gesto cultico: la prostrazione con la fronte che tocca terra.
The New Testament does not express the concept of adoration-contemplation, but it somehow postulates its existence. The concept of adoration is presented as a type of behaviour and action. This behaviour implies the grateful love for what God has done and continues to do, a conscious need of salvation, a consciousness of belonging to Christ and a full coherence to christian life, guided and supported by the Spirit. There is also a cultic gesture present with this inner behaviour: one’s prostration with one’s forehead touching the ground.
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Biagio Amata
«Coram Domino». Linguaggi che esprimono l’atteggiamento di adorazione davanti al Signore in alcuni antichi autori cristiani
Il linguaggio e gli atteggiamenti di adorazione verso le singole persone della Trinità divina e verso l’umanità di Gesù Cristo, bambino o crocifisso, trovano una formulazione già negli antichi autori cristiani, anche in polemica col culto reso dai pagani alle loro divinità . Le loro testimonianze evidenziano le caratteristiche del culto corretto verso Dio e sconfessano forme errate di religiosità e di adorazione della loro precedente pratica religiosa.
The language and behaviour of adoration in relation to the single persons of the divine Trinity as well as the humanity of Jesus Christ, child or crucified, has already been expressed in the writings of ancient christian authors, even in controversy with worship rendered by pagans to their divinities. Their testimony highlights the characteristics of the proper worship of God, and renounces false forms of religiosity and adoration of previous religious practices.
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Pierpaolo Caspani
La celebrazione eucaristica, «origine» e «fine» dell’adorazione
La normativa liturgica relativa all’adorazione e la prospettiva teologica che la ispira indicano nella celebrazione l’origine e il fine dell’adorazione. In coerenza con questa impostazione, il contributo si propone di suggerire alcuni atteggiamenti che consentano a chi si mette in adorazione di percepire e vivere effettivamente il legame tra questa esperienza e l’azione celebrativa. L’adorazione appare dunque come ulteriore opportunità perché il credente si lasci formare dal mistero celebrato, distendendo, personalizzando e interiorizzando quanto in modo concentrato ha avuto luogo nel corso del rito eucaristico.
The liturgical provisions relative to the adoration and theological perspective that inspires it indicate the beginning and the ending of adoration in the Eucharistic celebration. In coherence with this definition, the contribution suggests types of behaviour which allow those who adore to perceive and live the bond between this experience and the celebratory action. Adoration seems to be an opportunity because the believer allows himself to be formed by mystery, thus extending and interiorizing that which was present during the Eucharistic celebration.
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Matias Augé
Fenomenologia del culto eucaristico fuori della messa
Dopo il Vaticano II fino ai nostri giorni, sono stati pubblicati una serie di documenti pontifici, della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti o di altri dicasteri che riguardano in qualche modo il culto eucaristico fuori della messa. In questo studio, si prendono in considerazione, oltre all’Ordo De sacra communione et de cultu mysterii eucharistici extra Missam del 1973 (edizione italiana nel 1979: Rito della Comunione fuori della Messa e culto eucaristico), una dozzina di documenti che vanno dal 1965 al 2007. Con l’aiuto di questi documenti, si descrive e valuta la ritualità (atteggiamenti, preghiere e gesti) che accompagna questo tipo di culto eucaristico. Tra le diverse espressioni del culto eucaristico fuori della messa, l’attenzione dell’autore è rivolta in modo pressoché esclusivo al tempo dell’esposizione del santissimo Sacramento e alle varie pratiche che si compiono nel corso di essa.
After Vatican II, various pontifical documents have been published. In addition to the Ordo De sacra communione et de cultu mysterii eucharistici extra Missam of 1973, a dozen documents which date from 1965 to 2007 have been taken into consideration here. With the help of these documents, the rituality (behaviour, prayers and gestures) which accompanies this type of eucharistic worship is described and evaluated. Among various expressions, attention is placed on, more or less exclusively, the period of exposure and various practices that have been carried out during its course.
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NOTE
Carlo Cibien
L’adorazione eucaristica nella rete. Ovvero: come coniugare il vecchio nel nuovo
Il testo presenta un modo di intendere l’adorazione eucaristica molto diffuso nella «rete» e nei mass media. Non è un modo esaltante e soprattutto non è corrispondente a ciò che intende la Chiesa. Il rischio è che ci si limiti a trasferire nei moderni mezzi di comunicazione vecchie forme di pietà che la riforma liturgica avrebbe dovuto ridimensionare.
The text proposes a way of understanding Eucharistic adoration which is greatly widespread throughout the «web» and in the mass media. It is not exhilarating, and above all, it is does not correspond to that which the Church means. The risk is that by using modern means of communication one limits oneself to transmitting old forms of piety that the liturgical reform should have scaled down.
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Francesco M. Valiante
I Congressi eucaristici: orientati prevalentemente all’adorazione?
Nati nel clima di risveglio religioso e devozionale che si manifesta nella Francia della seconda metà dell’800, i Congressi eucaristici si nutrono alle sorgenti vive dell’adorazione e ad essa appaiono orientati, in particolare, nei primi decenni di vita a cavallo tra i due secoli. Dopo il secondo conflitto mondiale, a partire dagli anni ‘60, a prevalere è invece il modello della «statio orbis», che ha al suo centro la celebrazione eucaristica, culmine di tutte le manifestazioni e le forme di pietà .
Having come into being during the reawakening of religion and devotion which occurred in France during the second half of the 1800s, the Eucharistic Congresses were nourished by the vital source of adoration and appear thus orientated, in particular during the first decades of life straddling two centuries. After the second world war, beginning from the 1960s, the «statio orbis» model prevails with its focus on the Eucharistic celebration, the apex of all manifestations and forms of piety.
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Ignazio Schinella
Il valore simbolico-eucaristico dei «sepolcri» del giovedì santo: spunti per l’adorazione
L’autore propone una sua lettura simbolico-eucaristica del cosiddetto «sepolcro» del giovedì santo: attento al vissuto della pietà popolare, fa risalire il suo significato al versetto giovanneo del chicco di grano, metafora cristologico-eucaristica per eccellenza, cercando di cogliere il pensiero cosmico-antropologico che una tale lettura sprigiona. Invita così a essere cauti nello stigmatizzare la lettura popolare dei riti della settimana santa, invocando primariamente una lettura del vocabolario del popolo e lasciandosi guidare dalle intuizioni spirituali che arricchiscono e scrivono quegli spazi vuoti della Scrittura e della liturgia che una sana ermeneutica è chiamata a completare.
A symbolic-Eucharistic reading of the so-called sepulchre of holy thursday is proposed. Aware of the common people’s real life piety, the auctor traces its meaning to St. John’s Gospel about the grain of wheat, a christological-eucharistic metaphor par excellence. It therefore invites us to be cautious about stigmatizing the reading of popular liturgy during the holy week, calling for the reading to be in the vocabulary of the common people thus allowing oneself to be guided by the spiritual intuitions that enrich and write those spaces which a favourable hermeneutic is called to complete.
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ACTUOSITAS
Angelo Lameri
Il rinnovato Lezionario per la Chiesa italiana
La Nota presenta il nuovo Lezionario per la Chiesa italiana. Viene offerta una sintesi dell’iter che ha condotto alla sua pubblicazione, dei criteri adottati per la revisione della traduzione della Bibbia, della particolare novità costituita dalla presenza di tavole fuori testo affidate al genio di artisti italiani contemporanei che hanno accettato la sfida di «far vedere la Parola».
The Note presents the new Lectionary for the Italian Church. A synthesis of the iter is offered which has lead to this publication of the criteria adopted for the revision of the Bible’s translation, and of the particular innovation constituted by the presence of out-of-text tables entrusted to the talent of contemporary italian artists who have accepted the challenge of «making the Word visible».
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ORIZZONTI
Silvia Mas
Uno sguardo «liturgico» alle Confessioni di sant’Agostino. Commento di Conf. X, 43,69
Le Confessioni di sant’Agostino è un’opera autobiografica, ma soprattutto, come ben volle manifestare il santo vescovo, è una confessione di peccato, di fede e di lode. Sebbene non si tratti di uno scritto liturgico, nel passo 43,69 del libro X, sono presenti formule che somigliano, per il contenuto e per lo stile, a una preghiera eucaristica, fatto che spinge a ipotizzare che l’Ipponate, per esprimere la lode a Dio e chiedere il perdono, si sia servito del linguaggio eucologico come quello più adatto alla preghiera e alla supplica, tematica di fondo di quest’opera.
The Confessions of saint Augustine are an autobiographical work, but above all, they are a confession of sin, faith and praise. Even though this writing is not liturgical, in passages 43,69 of book X, because of its content and style, the wording is similar to a eucharistic prayer. This compels one to hypothesize that the Ipponate, to praise God and ask for forgiveness, has used the eucological language which is best suited to prayer and supplication, the background theme of this work.
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DOSSIER
Antonio Finocchiaro
Problematiche aperte nel web sul Motu proprio «Summorum Pontificum». Posizioni e valutazioni
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INDICI
Indice degli autori
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Indice dell'annata 2007
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n°6 nov/dic 2007
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