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Messale Festivo 2015
Esorcismo



Psicologia e liturgia
Sommario    
EDITORIALE

RL
Editoriale

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  11    
STUDI

Mario Aletti
Psicologia della religione e rito. Dal riduzionismo psicologistico al modello transizionale
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L’autore si sofferma sul linguaggio come struttura d’insieme. Le parole dell’uomo sono radicate in una storia, un’archeologia pre-verbale. Nel pre-verbale si individua il luogo del simbolo e del rito, elementi essenziali del linguaggio anche psicologico. Di quella psicologia che studia il funzionamento della psiche in relazione con ciò che la circonda. Non studia la religione, ma la persona religiosa. Nel pensiero di Freud e di Piaget il rito è visto come una soluzione infantile alla necessità di adattamento dell’uomo (riduzionismo psicologistico). Nella sua accezione più generale il rito ordina e organizza la vita, conferendo un senso di conforto e di sicurezza. Nel rito religioso la partecipazione suppone capacità creativa e progressiva che favorisce esperienze di benessere e di salute. Applicando il modello dei fenomeni transazionali anche alla religione potremmo parafrasare la formula di Winnicott: il credente crea (ri-crea) la religione che gli è data.

The Author underlines the importance of language as a whole structure. Man’s words are rooted in a history, in a pre-verbal archaeology. In pre-verbal stage we can identify the place of symbol and rite, essential elements of the language, even of the psychological one. We mean here a psychology that studies how psyche operates in connection with the surrounding world. It is not religion, but the religious person is here studied. According to Freud’s and Piaget’s theories, rite is seen as a childish solution to man’s need of adaptation (psychologistical reductionism). In its most general meaning, rite orders and organizes life, giving a sense of comfort and security. Taking part in a religious rite, supposes a creative and progressive capacity that fosters experiences of wellbeing and health. If we apply to the religion the model of transitional phenomena, we could paraphrase Winnicott’s formula: the believer creates (re-creates) religion that is given to him.



  21    
Giuseppe Sovernigo
Persona e comunità nella celebrazione liturgica
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Il rapporto tra persona e comunità costituisce un nodo centrale dell’atto celebrativo. Le due realtà si condizionano reciprocamente al positivo e al negativo poiché interagiscono strutturalmente, entro e ben oltre la coscienza riflessa che se ne ha. Infatti nella comunicazione che deve intercorrere perché si abbia una celebrazione fruttuosa i due fattori entrano in campo con il tipo di comunicazione prevalente attuato: difensiva passiva o aggressiva, e assertiva. L’esito celebrativo per entrambi i celebranti, persona e comunità, è legato sia ai contenuti comunicati dal rito, sia alle dinamiche comunicative realizzate. Di qui la necessità di un’educazione a comunicare in modo aperto e propositivo nella vita come nella celebrazione liturgica.

The relationship between person and community is a central point of the celebration’s act. These two realities condition themselves mutually in a positive and also in a negative way, because they are structurally interactive within and beyond the reflected conscience we can have of it. As a matter o fact, in the necessary communication that we must establish, if we want a fruitful celebration, these two factors play their role in connection with the kind of main communication we are bringing about: a defensive, passive one, or aggressive and assertive. The celebration’s issue for both celebrants, person and community, is linked to the contents transmitted by rite, as well to the communicative dynamics that have been achieved. Therefore it is urgent an education to communicate in a open and meaningful way, both in life and in the liturgical celebration.

  37    
Guido Crocetti
Origini sensoriali ed emozionali dell’interiorità e dell’esteriorità
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Il culto e le sue dimensioni si depositano nell’interiorità dell’essere umano e la lavorano. Ma dove prende corpo e si struttura l’interiorità che, come un contenitore, accoglie, anima e alimenta l’esteriorità delle relazioni con gli oggetti reali e simbolici? L’autore propone un primo tentativo di delineare le origini dell’interiorità esplorando il ruolo delle sensazioni e delle emozioni. E cerca di delimitare quel «contenitore» a cui lo stesso operatore del culto potrà fare riferimento per dare più consistenza «umana» alla sua proposta di fede.

Worship and its dimensions settle on human being’s interiority and work in it. But where takes shape and is structured the interiority, which, as a container, receives, animates and nourishes the exteriority of our relationships with real and symbolic objects? The Author proposes a first attempt to outline the origins of interiority, exploring the role of sensations and emotions. He tries to delimit that «container», to which the worship operator himself shall be able to refer, in order to give more «human» consistence to his faith’s proposal.


  49    
Lucio Pinkus
Tempo e rito: un rapporto per vivere autenticamente
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Nella difficoltà di individuare una modalità di vivere appieno il tempo, l’unica direzione costruttiva per un’armonia e per una crescita dell’identità viene dal trovare un senso allo scorrere del tempo. Nell’orizzonte cristiano il tempo ha una sua specificità che tramite la liturgia offre uno sfondo di continuità col passato, di intenso vissuto del presente e di apertura fiduciosa al futuro. Questa capacità di modulare qualitativamente il tempo, sia nelle fasi di passaggio (matrimonio, malattia, morte, ecc.) che nella quotidianità, viene offerta dai diversi riti, che proprio nella loro struttura e nel loro essere ripetitivi evitano il rischio di vivere un tempo virtuale e favoriscono l’unitarietà del vissuto temporale «al presente» che l’esperienza rituale, vissuta simbolicamente e comunitariamente, rende possibile.

It is difficult to find a way of living time completely. The only constructive direction toward harmony and growth of personal identity, comes from discovering a sense to the flowing of time. In Christian horizon, time has its own specificity, which by means of liturgy, offers a background of continuity with past time, of intense life in the present and confident opening to the future. This capacity of modulating time in a qualitative way, in change periods of life (as marriage, illness, death, etc.), as well in every day life, is offered by different rites, which, in their own structure and being repetitive, avoid the risk of living a virtual time and foster the unity of what is lived in «the present», that is namely what the ritual experience makes possible, when it is lived symbolically and in a community.

  59    
Pierangelo Sequeri
Lo spazio della celebrazione
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Il nuovo significato che l’incarnazione del Figlio di Dio assegna alla simbolica del «tempio sacro», e il valore che la tradizione apostolica riconosce alla comunità di «pietre vive», impegnano a una comprensione coerente dello stesso edificio-di-chiesa. Il compito di elaborazione estetica del luogo della celebrazione cristiana viene qui approfondito sotto due aspetti, non ancora adeguatamente valorizzati: a) la nuova comprensione delle dinamiche performative – non solo cognitive, non solo funzionali – del simbolo; lo spazio edificato è, per sua natura, un simbolo performativo; b) la speciale importanza dell’elaborazione estetico-teologica dell’effetto-di-soglia che mette in rapporto reciproco l’interno e l’esterno del luogo della celebrazione.

Both the Incarnation of the Son of God, which gives a new meaning to the symbolism of the «sacred temple», and also the value that the apostolic tradition acknowledges to the community of «living stones», are a reason to foster a better and coherent understanding of the church-building itself. The task of an aesthetical elaboration concerning the place of the Christian celebration, is here studied under two aspects that have been not yet enhanced in adequate way: a) the new understanding of performative dynamics – not only cognitive, not only functional – of symbol; the constructed space is, by its own nature, a performative symbol; b) the special importance of an aesthetical-theological elaboration of the «threshold-effect», which puts in connection the inside and outside dimension of celebration’s place.


  68    
Eugenio Sapori
Dimensione terapeutica del rito: una realtà possibile?
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I riti sacramentali hanno o possono avere una valenza terapeutica? Alla luce dell’attività di Cristo e degli apostoli verso i malati la questione rimane aperta, dal momento che è cambiato, dilatandosi, anche il concetto di salute riferito alla persona nella sua complessità. È soprattutto nel rito dell’Unzione degli infermi che vengono messe in atto parole, gesti e azioni che possono essere definiti «sananti» e quindi da valorizzare nella relazione con la persona. Situazioni analoghe si verificano anche per la celebrazione della Riconciliazione, mentre l’Eucaristia presenta spesso la richiesta di salute e benessere, che certamente vanno valorizzate sul versante dell’azione pastorale.

Sacramental rites do have or can have a therapeutic valence? In the light of Christ’s and apostles’ activity toward the sick, this question remain open, since the concept of health is changed in the meantime and it is referred to the person in its complexity. Particularly in the rite of Unction of the sick, words, gestures and actions are performed which we could define as «healing» and therefore are to be enhanced in our relation with the single person. Similar situations happen also when the sacrament of Reconciliation is celebrated, while the Eucharist presents often a request of health and wellbeing: these aspect should surely stressed in the pastoral care.


  76    
NOTE

Sofia Tavella
Ruolo dell’ansia nel parlare-agire in pubblico
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Scrivere di ansia e di predicazione è impresa ardua, in quanto chi parla deve sviluppare una duplice abilità: comunicare bene con le parole e arrivare al cuore della gente, ma anche comunicare bene senza dire, investendo nella propria emotività come abilità nel provare emozioni, nello sperimentare stati di tensione giustificabili dinanzi a un pubblico numeroso e nuovo, ma pur sempre da modulare per non creare barriere inutili nella predicazione. Il segreto di questo processo di mediazione e modulazione di emozioni non risiede tanto nel ricorso a tecniche cognitive-comportamentali, quanto sulla personale e umana abilità di attraversare ciò che si sperimenta a livello psicofisico (ansia cognitiva e ansia somatica) per interiorizzare ed elaborare in maniera critica strategie di coping e/o fronteggiamento dell’ansia nel parlare in pubblico.

To write about anxiety and preaching is an hard task, because who speaks has to develop a double ability: to communicate well by words and to touch people’s heart, but also to communicate well without saying. The question is to be fully conscious of one’s own emotionality as an ability to feel emotions, to experience moments of tension, that are justifiable before a new and large public, but at the same time this tension should be modulated in order to not create useless walls for the preaching. The secret of this process of mediation and modulation about own emotions, is not founded in the use of cognitive techniques of behaviour, but on the personal and human ability of accept what is experienced at a psychophysical level (cognitive anxiety and somatic anxiety), in order to internalize and elaborate in a critical way some strategies of coping and/or withstanding to the anxiety of speaking in public.



  97    
Gabriella Giordanella Perilli
L’essere umano e la musica nella liturgia. Dalle basi neurofisiologiche alle risposte spirituali
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Studi multidisciplinari fanno comprendere come la musica rappresenta il fluire dell’esperienza umana esplicitando forti emozioni alla base dello sviluppo della coscienza di sé e della conoscenza del mondo. Per le sue caratteristiche la musica facilita la condivisione di significati e la sintonizzazione affettiva, promotrici di una partecipazione empatica tra i fedeli e di una comprensione analogica del mistero. Per la sacralità dell’azione liturgica e ai fini di una partecipazione interiore ed esteriore è richiesto che la musica sia pregevole così come l’esecuzione sia di buon livello. Riflessioni vengono proposte sull’utilizzo di canti nella lingua nazionale dei partecipanti e/o in latino, come nel canto gregoriano.

Multidisciplinary studies make understand how music represents the flowing of human experience, in that it produces strong emotions which are at the roots of the development of self conscience and world knowledge. Because of its peculiarities, music fosters sharing of meanings and affective tuning, that produce an empathic participation among the faithful people and an analogical understanding of the mystery. Owing to the sacredness of the liturgical action and aiming to an interior and exterior participation, it is requested that music should be of great value and the performance have a good level. Some hints are proposed about using songs in the national language of participants and/or in Latin, as well about using the Gregorian song.

  101    
Claudio Widmann
Rito e pietà popolare
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Le pratiche di pietà popolare appartengono alla fenomenologia del rito, ma presentano caratteristiche distintive. Nascono per moto spontaneo più che da codificazioni istituzionali, sono sostenute dall’attività immaginativa e dalla funzione sentimento, privilegiano modalità culturali e storiche che intensificano il coinvolgimento emozionale. Queste caratteristiche le configurano come esperienze propriamente simboliche di confronto con il trascendente. L’intensità di sentimento non sminuisce la loro qualificazione spirituale, ma è funzionale al rigore di comportamento e la loro natura simbolica non le abbassa a rappresentazioni allusive, ma le eleva a esperienze di reale partecipazione alla totalità.

Practices of popular devotion belong to rite’s phenomenology, but present specific characteristics. They arise from a spontaneous movement, rather than from institutional codifications; they are supported by an imaginative activity and by the function of sentiment; they give preference to cultural and historical modalities that enhance an emotional involvement. These characteristics shape the popular devotions as experiences truly symbolic of a relation with the transcendent. Sentimental intensity does not diminish their spiritual qualification, but it is functional to the behaviour’s severity: their symbolic nature does not lower them as allusive performances, but raises them as experiences of real participation in the totality.


  109    
Paolo Carlotti
Senso di colpa - senso del peccato? Spunti di etica cristiana

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La nota indica gli elementi essenziali dell’esperienza soggettiva e oggettiva del peccato, insieme con alcuni aspetti della loro dinamica interrelazione. La dimensione psicologica, congiuntamente a quella emotiva e affettiva, è posta in rapporto costante con quella etica, nel suo aspetto razionale e volitivo, in un orizzonte virtuoso della vita morale. La dimensione teologica cattolica si confronta con i dati dell’esperienza umana del male e li valorizza oltre la loro portata in uno specifico orizzonte di comprensione, che ha il suo fulcro nella Pasqua di risurrezione del Cristo e ha la sua attualizzazione nel sacramento della Riconciliazione.

This paper shows the essential elements of the subjective and objective experience of the sin, together wit some aspects of their dynamic interrelation. Psychological dimension, together with the emotional and affective one, is linked always with ethical dimension, under its rational and volitive aspect in an horizon of virtues of moral life. Catholic theological dimension is compared with the issues from human experience of evil. These data are enhanced beyond their importance, in a specific understanding horizon, that has its heart in the Christ’s resurrection and becomes actual in the sacrament of Reconciliation.

  111    
ORIZZONTI

Enzo Bianchi
La comunicazione mistagogica: simbolo e arte per la liturgia e l’evangelizzazione
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La liturgia è costitutivamente mistagogia, in quanto comunicazione che introduce al mystérion. Partendo da questo assunto, l’autore sviluppa la riflessione in tre momenti per illustrare come la comunicazione mistagogica possa condurre il cristiano a una partecipazione consapevole al mistero. In primo luogo si evidenzia lo stretto legame esistente tra il mistero rivelato, ossia il disegno di salvezza di Dio realizzato in Cristo, e il mistero celebrato nell’azione liturgica. Si passa poi a riflettere sulla comunicazione mistagogica della liturgia e quindi sulla sua capacità di far apparire l’azione del Signore e della sua presenza efficace. Infine si focalizza l’attenzione su come l’arte debba porsi a servizio della liturgia, precisando che una cosa è l’arte religiosa, e un’altra è l’arte cristiana liturgica, la quale va giudicata a partire dalla sua capacità mistagogica.

Liturgy is constitutively mystagogy, because it is communication that introduces to the mysterion. Moving from this assertion, the Author develops his paper in three moments, in order to illustrate how mystagogical communication can lead the Christian to a mindful participation in the mystery. First of all it is stressed the close bond between the revealed mystery, i.e. the salvific plan of God, achieved in Christ, and the mystery that is celebrated in the liturgical action. Then the reflection is about the mystagogical communication of liturgy and thus about its capacity of letting appear the Lord’s action and his actual presence. Finally, attention is given about the way by which art should be on liturgy’s service. Distinction is made between religious art and Christian liturgical art; the latter must be evaluated on the base of its mystagogical capacity.




  120    
Francesco Nasini
Liturgia e psicologia della vita religiosa: il pensiero di Maurice Festugière
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L’analisi che Festugière compie sugli aspetti sociologici e psicologici della celebrazione rituale anticipa le riflessioni sulla liturgia che si avranno soprattutto a partire dal Concilio Vaticano II, in cui lo studio del rito cristiano sarà coadiuvato dall’apporto offerto dalle scienze umane. L’approfondimento da parte del monaco benedettino delle dinamiche psicologiche messe in moto dalla liturgia costituisce un’importante acquisizione sul piano antropologico e favoriscono una visione anti-intellettualistica della liturgia compresa quale «forma» e «causa» dell’esperienza di fede.

The research achieved by Festugière about social and psychological aspects of ritual celebration, anticipates the reflections about liturgy that shall be made since II Vatican Council, in which the study of Christian rite shall find an help by the contribution of human sciences. The close examination of this Benedictine monk about the psychological dynamics, that are moved by the liturgy, is an important acquisition on the anthropological level and foster an anti-intellectual sight of liturgy, to be understood as «form» and «cause» of faith’s experience.


  131    
Gian Pietro Caliari
«Christi bonus odor Deo». L’arte del profumiere in liturgia
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La liturgia arte per eccellenza: ars artium, l’albero stesso che porta tutte le arti e le fa fiorire alimentandole dall’interno. La bellezza liturgica non deriva dal senso dell’estetica. È diretta emanazione dell’epifania del Cristo-Pasqua e per essere compresa esige una radicale cristologia della bellezza, non con fine estetico ma nella visione di un’alfa-omega epifanico e cristico, incoativo ed escatologico, nella pienezza delle sue dimensioni visibili e invisibili, temporali ed eterne. A questa arte e bellezza può e deve poter contribuire, ancor oggi, quella che il libro dell’Esodo chiama a più riprese l’«arte del profumiere». Un’arte che riecheggia anche nel Nuovo Testamento e che fin dalle origini del culto cristiano è stata pulchra et apta alla celebrazione del mistero che, nascosto da secoli e da generazioni, è ora celebrato dai credenti-in-liturgia.

Liturgy is art par excellence: ars artium, it is the tree which bears all arts and makes the flourish, feeding them from within. Liturgical beauty does not come from the sense of aesthetics. It is a direct emanation of the epiphany of Christ-Easter: in order to be understood, it demands a radical christology of beauty, not with an aesthetical goal, but with an alpha-omega, epiphanic and christic, incipient and eschatological vision, in its visible and invisible, temporal and eternal dimensions. To this art and beauty can and must contribute, even today, the art that the book of Exodus calls many times «art of perfumer». It is an art that resounds also in the New Testament and since the origins of Christian worship has been pulchra et apta to the celebration of mystery, which was hidden since centuries and generations, but now is celebrated by those who believe-in-liturgy.


  149    
Pasquale Troìa
Il Machazôr di rito italiano di M.E. Artom. Un’opera che non si può continuare a non conoscere (parte II)
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Lo studio presenta il libro liturgico delle feste e ricorrenze ebraiche annuali (il Machazôr) secondo il rito (minhāgh) italiano, uno dei più praticati, tra i tanti con i quali gli ebrei pregano il D-o di Israele. Il Machazôr in tre volumi è quello riveduto, tradotto e annotato da M.E. Artom (1916-1972). Nelle diverse parti del Machazôr sono evidenziate berākhôth (benedizioni), piyyûtîm (composizioni poetiche sinagogali), pericopi della Tôrāh (pārāshîôth) e dei profeti (haftārôth), e salmi (tehillîm): non soltanto quelli più frequenti nella tefillāh (preghiera) ma anche quelli in cui i cristiani possono ritrovare radici e continuità di lodi a D-o.

The study presents the liturgical book of the Jewish annual festivals and celebrations (the Machazôr) according to the Italian custom (minhāgh), one of the most charged, among many others with whom the Jews pray to the G-d of Israel. The edition of Machazôr is revised, translated and annotated by M.E. Artom (1916-1972). In different parts of Machazôr are in evidence berākhôth (blessings), piyyûtîm (poems synagogue), passages of the Tôrāh (pārāshîôth) and the prophets (haftārôth) and psalms (tehillîm): not only the most frequent in tefillāh (prayer), but even those in which Christians can find roots and continuity of praise to G-d.

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n°1  gen/feb 2011

€ 25,00  

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