Sant'Antonio.org - Il portale della comunit antoniana
Edizioni Messaggero Padova
Homepage      
L'ultimo numero      
Consulta i fascicoli      
Titoli previsti per il 2015      
Indici 1914-2012      
Abbonamenti      
Mailing list      
Il mio carrello      

 
      Ricerca avanzata





Messale Festivo 2015
Esorcismo



Diritto e liturgia
Sommario    
EDITORIALE

RL
Editoriale


  733    
STUDI

Agostino Montan
Il «diritto liturgico»: significato e interpretazioni
Visualizza descrizione articolo
«Diritto liturgico» è una formula controversa. C’è chi la usa senza problemi e chi la considera inadeguata. L’A. compie una ricerca sull’uso della formula prima e dopo il Vaticano II. Per il prima, la formula veicola il concetto di liturgia allora dominante, condannato nella Mediator Dei. Per il dopo, gli autori assumono la descrizione contenuta in Sacrosanctum Concilium n. 7 e considerano la disciplina liturgica come una componente intrinseca alla liturgia stessa. Le concezioni di liturgia e di diritto si rivelano fondamentali per l’esame della questione sulla mancata realizzazione di un auspicato «codice di diritto liturgico». Nell’ultima parte l’A. offre una serie di riflessioni fondative del «diritto liturgico», inteso nel senso del can. 2 del Codice di diritto canonico. Non mancano gli spunti per una verifica sulla situazione del «diritto liturgico» nell’attuale momento storico.

«Liturgical Law» is a controversial expression. Somebody uses it without problems and there are people who consider it inadequate. The A. investigates how this expression has been used before and after Vatican II. As for the time before it, this expression transmits the liturgy’s conception that was prevailing at that time and was condemned by Mediator Dei. After Vatican II, the scholars assume the description of liturgy as it is contained in Sacrosanctum Concilium 7 and consider Liturgical norms as an intrinsic component of liturgy itself. The conceptions of liturgy and Canon Law are seen as fundamental in order to discuss the question about the failed achievement of an hoped «Code of Liturgical Law». The last part of this article offers a series of considerations that aim to provide foundations to the «Liturgical Law», as it is understood in can. 2 of Code of Canon Law. There are also some hints that help to verify the situation of the «Liturgical Law» in the present historical time.


  741    
Giuliano Brugnotto
Cenni sulle prescrizioni liturgiche nella storia delle collezioni canoniche

Visualizza descrizione articolo
Le prescrizioni rituali, presenti soprattutto nei libri liturgici, e la normativa canonica in ambito sacramentale liturgico ha conosciuto modalità diverse di espressione nel corso dei due millenni della vita ecclesiale. Le relazioni intercorse tra queste due realtà dell’unica missione orante della Chiesa fanno emergere come sia sempre stato necessario chiarire le norme disciplinari per un’efficace riforma liturgica: presupposti ineludibili di ogni vera riforma ecclesiale. La storia delle collezioni canoniche mette in luce come esista una dimensione giuridica della ritualità e come sia andato precisandosi un ambito proprio della stessa.

Ritual precepts, that are present above all in liturgical books, and canonical norms related to sacramental and liturgical sphere, have been expressed in different ways during the two thousand years of church life. The relationships between these two elements of the unique praying mission of the church show how it has been always necessary to clear the disciplinary norms in order to achieve an effective liturgical reform: they are unavoidable requirements of every true church reform. The history of canonical collections shows that a juridical dimension of rituality exists and how its specific sphere has been developed.
  768    
Juan Ignacio Arrieta
Valenza dottrinale e qualifica dei documenti introduttivi degli Ordines e valore della recognitio
Visualizza descrizione articolo
Le Ordinationes o i Praenotanda appartengono generalmente a un livello normativo secondario, chiamato a sviluppare norme superiori di rango legislativo contenute nel Codice di diritto canonico o in altre leggi universali della Chiesa. Esse sono rivolte, in prima intenzione, a coloro che devono realizzare le azioni sacre o le cerimonie liturgiche, e si muovono nell’orizzonte della «flessibilità» del principio gerarchico che tradizionalmente è proprio della legge, adoperando in alternativa forme di «direzione» che lasciano la decisione ultima al ministro che deve attuare la legge e valutare le circostanze che concorrono nel caso. Perciò la direzione tende a incidere sulle linee generali di attività (liturgica, in questo caso), piuttosto che su concreti atti singolari.

Ordinationes or Praenotanda belong generally to a secondary normative level, that is called to develop norms of superior legislative degree, which are contained in the Code of Canon Law or in the universal laws of the Church. These are addressed, as first intention, to people who shall achieve sacred actions or liturgical ceremonies, and are working in the horizon of the «flexibility» of the hierarchical principle, that is specific of the law. As an alternative they use forms of «direction» that allow the last decision to the minister who shall put into practice the law and has to evaluate the occurring circumstances of the case. Therefore the direction aims to impress on the general lines of an activity (liturgical in this instance) rather than on single real actions.

  789    
Cyril Vasil'
La legislazione liturgica delle Chiese d’Oriente. Valore e significato del rapporto tra diritto e liturgia, alla luce del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali
Visualizza descrizione articolo
Nell’attuale normativa canonica le Chiese orientali non vengono definite più come «riti», ma come Chiese sui iuris, cioè come raggruppamenti di fedeli congiunti dalla gerarchia a norma del diritto, che la suprema autorità della Chiesa riconosce espressamente o tacitamente come sui iuris. Il termine «rito», invece, include il patrimonio liturgico, teologico e disciplinare, distinto per cultura e circostanze storiche dei popoli, che si esprime in un modo di vivere la fede proprio di ciascuna Chiesa sui iuris. Oggi le Chiese orientali cattoliche sono guidate da una legislazione liturgica contenuta anche nelle norme del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, ma in modo particolare dall’Istruzione per l’applicazione delle prescrizioni liturgiche del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. Gli obiettivi costituiscono un nucleo centrale dell’intera legislazione liturgica. La conservazione delle ricchezze liturgiche sarà tanto più fruttuosa quanto più essa sarà determinata non solo da interventi normativi, ma anche dall’adesione del popolo cristiano ai suoi pastori.

In the present canonical normative Oriental Churches are defined no longer as «Rites», but as Churches sui juris, i.e. as groups of faithful that are united by the hierarchy according to the right which the supreme Church authority explicitly or tacitly acknowledges as sui juris. The word «rite» on the contrary includes the liturgical, theological and normative legacy, that is different according to every people and historical circumstances and is expressed by the way in which every Church sui juris lives its faith. Today Oriental Catholic Churches are guided by a liturgical legislation that is contained also in the norms of Code of Canons of the Eastern Churches, but particularly by the Instruction for the enforcement of liturgical precepts of Code of Canons of the Eastern Churches. The purposes are the central core of the whole liturgical legislation. The preservation of liturgical riches shall be the more fruitful the more it shall be determined not only by normative interventions, but also by the adhesion of Christian people to their shepherds.

  804    
Jesu Pudumai Doss
Sacramenti: un diritto dei fedeli?
Visualizza descrizione articolo
«Tutti i fedeli godono del diritto di avere una liturgia vera». Si enunciava così un diritto dei fedeli nell’Istruzione Redemptionis sacramentum (n. 12) della Congregazione per il Culto Divino e Disciplina dei Sacramenti. Un tale diritto, specificamente quello sui sacramenti, era già accolto nel can. 213 del Codice di diritto canonico del 1983: «I fedeli hanno il diritto di ricevere dai sacri Pastori gli aiuti derivanti dai beni spirituali della Chiesa, soprattutto dalla parola di Dio e dai sacramenti». Nella prima parte dello studio l’A. presenta il quadro storico e giuridico del can. 213. Si indaga, poi, sul diritto dei fedeli a ricevere i sacramenti, considerando separatamente ognuno di essi. Infine, il contributo si conclude con qualche considerazione sulle implicazioni del can. 213.

«It is the right of all of Christ’s faithful that the Liturgy … should truly be as the Church wishes». Thus a right of the faithful was proclaimed in the Instruction Redemptionis sacramentum (n. 12) of the Congregation for Divine Worship and the Discipline of the Sacraments. One can find such a right, specifically of the sacraments, already in can. 213 of Code of Canon Law 1983: «The Christian faithful have the right to receive assistance from the sacred pastors out of the spiritual goods of the Church, especially the word of God and the sacraments». The author wishes in the first part of this contribution to present the historical and juridical framework of the can. 213. The right of the faithful to receive the sacraments is then examined, taking into consideration each of the sacraments. The article concludes with some considerations on the implications of can. 213.

  822    
NOTE

Francesco Coccopalmerio
L’autorità del vescovo diocesano in materia liturgica
Visualizza descrizione articolo
L’azione evangelizzatrice della Chiesa si realizza attraverso l’annuncio della Parola e la celebrazione dei sacramenti (cf. Mt 28,19). La Chiesa riserva all’autorità ecclesiastica la competenza di regolamentare e disciplinare la materia liturgica; tale riserva è stata stabilita dal can. 838 del Codice di diritto canonico. Il vescovo diocesano può e deve emanare leggi anche in materia liturgica per garantire il retto esercizio del culto. Nell’esercitare la sua autorità egli si avvale della collaborazione competente della Commissione liturgica diocesana. Oltre a emanare norme in materia liturgica, il vescovo diocesano è chiamato a vigilare sull’osservanza delle stesse. In questa nota l’A. si sofferma a considerare, in maniera necessariamente sintetica, l’autorità del vescovo diocesano in materia liturgica riferendosi principalmente al Codice di diritto canonico e al Direttorio per il ministero pastorale dei Vescovi.

The evangelizing action of the Church is achieved through announcement of the Word and celebration of sacraments (cf. Mt 28,19). The Church has reserved to the hierarchical authority the competence of giving rules and norms in the liturgical sphere; this reservation has been established by the can. 838 of Code of Canon Law. The diocesan bishop can and has to issue laws on liturgical matter too, in order to assure the right exercise of the cult. Exercising his authority, he makes use of the diocesan liturgical committee. In addition to the issue of liturgical norms, the diocesan bishop is called to watch over the observance of themselves. In this note the A. takes in a synthetic consideration the authority of the diocesan bishop upon liturgical matter with particular reference to the Code of Canon Law and to Directory for the pastoral ministry of the bishops.



  848    
Corrado Maggioni
Gli adattamenti previsti nei libri liturgici: significato, valori e problematiche
Visualizza descrizione articolo
I libri liturgici rinnovati, in linea con la Sacrosanctum Concilium, hanno integrato le indicazioni concernenti l’adattamento, esponendole nei Praenotanda dei singoli riti. Alla luce del significato del «de aptationibus», della tipologia, dei limiti previsti, della competente autorità a decidere in materia, l’A. evidenzia il duplice ambito rituale previsto, ossia gli adattamenti concernenti la concreta celebrazione e gli adattamenti stabili al rito, per concludere con quale accentuazione applicativa.

The renewed liturgical books, according to the Sacrosanctum Concilium, have integrated the indications concerning adaptation, that are expressed in the Praenotanda of every rites. By the light of the meaning of «de aptationibus», of typology, of foreseen limits and of the authority that is able to decide on the matter, the A. shows the double ritual sphere that is foreseen. i.e. adaptations concerning the actual celebration and permanent adaptations. Some examples of application are stressed in the end.

  855    
ORIZZONTI

Cleto Pavanetto
I documenti pontifici classificati secondo la loro importanza
Visualizza descrizione articolo
La preziosità del magistero della Chiesa è particolarmente esaltata dalla varietà dei documenti dei quali essa si serve per meglio diffondere il suo messaggio di salvezza e di redenzione a favore del mondo intero. Le direttive da essa impartite sono scandite con gradualità ed equilibrata misura, secondo che lo richiedono i tempi, le circostanze e le attese del popolo al quale esse sono indirizzate. D’altra parte, la sua esperienza le ha permesso di correggere, ampliare mutare modalità e stile, ricorrendo molto spesso al valido patrimonio culturale offerto dalle lingue classiche greca e latina.

The precious importance of the teaching of the Church is particularly stressed by the variety of documents that are used in order to better spread its message of salvation and redemption in favour of the whole world. The instructions issued by the Church are articulated with gradualness and balanced measure, according to the times, circumstances and expectations of people to whom they are addressed. On the other side, the Church’s experience has permitted to correct, widen and change modalities and style. Very often reference is made to the rich cultural legacy of classical languages of Greek and Latin.



  863    
Gaetano Comiati - Francesca Leto
Normatività e creatività nel rito. Una lettura antropologica per una ricomprensione pastorale
Visualizza descrizione articolo
Nel rito, i termini «normatività» e «creatività», apparentemente inconciliabili, si incontrano secondo una dinamica polare di reciprocità generativa: la norma non impedisce «possibilità», ma chiede e produce «possibilità», essendo per gli attori della performance trasformazione in atto. La stessa normatività diventa creativa nello specifico senso di essere capace di forza creatrice. Emerge come tesi una relazione coessenziale tra i due termini. Sulla scorta della ricerca approntata da antropologi quali Turner, Bell, Tambiah e Rappaport, lo studio distingue otto modi possibili d’intendere questa dinamica polare, i primi sei riguardanti la struttura stessa del rito e gli ultimi due riguardanti l’efficacia rituale.

Within the rite, words as «normativeness» and «creativity» are apparently incompatible, but they meet together in accordance with a polar dynamics of mutual generative relationship: the norm does not prevent «possibilities», but asks and produces «possibilities», because it is a transformation in progress for the actors of the performance. The normativeness itself becomes creative in the specific sense of being able of creative power. As a thesis here emerges a relationship that is co-essential to the two terms. Basing on the researches made by anthropologists as Turner, Bell, Tambiah and Rappaport, this essay distinguishes eight possible modalities of understanding this polar dynamics: the first six are related to the structure itself of the rite and the last two concern the ritual effectiveness.

  877    
ATTUALITÀ

Agostino Montan
L’Istruzione Universae Ecclesiae nella prospettiva del Motu proprio Summorum Pontificum. Implicanze giuridiche
Visualizza descrizione articolo
Lo studio presenta in dettaglio la complessa situazione che si è determinata nella Chiesa di rito romano con il Motu proprio Summorum Pontificum e la relativa Istruzione Universae Ecclesiae. La prospettiva giuridico-canonica entro cui è compiuta la lettura permette di cogliere alcuni aspetti rilevanti e di puntualizzare problematiche che non hanno ancora trovato una soluzione definitiva. Le conclusioni cui perviene l’A. permettono di confrontarsi con dati oggettivi che devono essere tenuti presenti dai fedeli e da chi esercita l’autorità nella Chiesa per il raggiungimento di una piena riconciliazione.

This essay presents in detail the complex situation that has been determined within the Church of Roman rite by the Motu proprio Summorum Pontificum and the related instruction Universae Ecclesiae. The reading is made under a juridical-canonical perspective and so allows to catch some relevant aspects and define precisely problems which have not yet found an ultimate solution. The conclusions of the A. allow to make a comparison with objective deeds, that are to be remembered by the faithful and by those who have authority within the Church for the reaching of a full reconciliation.



  893    




n°5  set/ott 2011

€ 25,00  

Sfoglia i numeri precedenti:
Anno     
» Elenco fascicoli


 Vai inizio pagina           Stampa pagina           Segnala pagina


© 2014 PPFMC Messaggero di S.Antonio Editrice
Via Orto Botanico 11 - 35123 Padova (Italy) - P.Iva 00226500288
Tel. +39 049 8225 777 (8:30 - 12:30; 13:30 - 17:30) - Fax +39 049 8225 650
email:rivlit@santantonio.org
 

The EU 2009/136/EC Directive regulates the use of cookies. By continuing to browse this site, you are agreeing to our use of cookies.