| Il culto tra memoria e prospettive |
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EDITORIALE
RL
Editoriale
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IN MEMORIAM
Mario Lessi Ariosto
Card. Virgilio Noè (1922-2011). Una vita a servizio di «una liturgia, celebrata e vissuta in chiave pastorale»
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Manlio Sodi
Don Armando Cuva, sdb (1920-2012)
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STUDI
Vito Angiuli
«Ut mysterium paschale vivendo exprimatur»
Lo studio, frutto di una profonda esperienza maturata nella vita ecclesiale diocesana, nasce dal desiderio di innescare nel lettore quella sensibilità liturgica attenta all’interazione tra la celebrazione del mistero e la sua incarnazione nella vita quotidiana, e allo stesso tempo di proporre una scelta pastorale che parta dalla mistagogia come via preferenziale per celebrare e vivere il mistero pasquale di Cristo, fonte e culmine della vita della Chiesa.
This essay is fruit of a deep experience that was made within a diocese’s life. The author’s desire is to awake in the reader a liturgical sensibility, that pays a due attention to the interaction between the mystery’s celebration and its incarnation into everyday life. At the same time this essay proposes a pastoral choice that assumes mystagogy as start point and privileged way in order to celebrate an live Christ’s Easter mystery, that is culmen et fons of Church’s life.
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Paolo Magnani
Il card. Virgilio Noè, nel 90o della sua nascita
Dopo il profilo In memoriam il presente studio sul card. Noè costituisce un dovuto complemento per continuare a comprendere il tipo di servizio che è stato svolto in un momento particolarmente delicato e significativo per la vita della Chiesa. La figura del card. Noè permette di cogliere le difficoltà e le sfide che hanno interpellato la vita liturgica. Ne emerge il profilo di una persona completamente dedita ad una liturgia che fosse espressione della fede e insieme caratterizzata da quell’afflato spirituale e pastorale che la rende anima e vita della Chiesa.
After a short biographic profile in memoriam, this essay on card. Noè is a due complement in order to continue the understanding of the kind of service that was made by him in a very delicate and important moment for the Church’s life. Card Noè’s figure allows to catch the difficulties and challenges that have questioned the liturgical life. From it we can see the profile of a person who was totally devoted to a liturgy which should be expression of the faith and at same time should be marked by a spiritual and pastoral spirit that makes liturgy soul and life of the Church.
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Piero Marini
Memoria di un’esperienza vissuta nelle celebrazioni liturgiche presiedute dal papa Giovanni Paolo II
L’autore richiama l’attenzione sulla importanza del rinnovamento attuato nelle celebrazioni liturgiche pontificie presiedute da Giovanni Paolo II. Gli accenni al rinnovamento si basano soprattutto sulla esperienza personale dell’A. nell’aver partecipato all’azione pastorale del Papa quale “dispensatore dei misteri di Dio” nella Chiesa. Sono evidenziati, tra l’altro, la prassi celebrativa e il pensiero del Papa sulla inculturazione della liturgia. Le innumerevoli celebrazioni sono diventate momenti di comunione della Chiesa locale con la Chiesa universale e segno e garanzia dell’aspetto comunitario proprio della celebrazione. Tutto ciò rimane una testimonianza per la Chiesa e un invito a considerare sempre la liturgia fonte e culmine della vita in Cristo.
The author aims to stress the importance of the renewal that was realized during the liturgies celebrated by pope John Paul II. The notes about his renewal are founded on author’s personal experience, since he has shared the pope’s pastoral action as “dispenser of God’s mysteries” in the Church. Among other aspects, are pointed out the way of celebrating and the mind of the pope about enculturation of liturgy. These numberless celebrations have been moments of communion of local Churches with universal Church, and sign and warrant of the communitarian aspect that is peculiar of each celebration. All this remains a witness for the Church and an invitation to appreciate always the liturgy as culmen et fons of our life in Christ.
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Francesco Nasini
Il «gioco» liturgico in Romano Guardini e Odo Casel
Guardini è stato uno dei primi studiosi in grado di cogliere la dimensione ludica e gratuita della liturgia. Contro una impostazione “strumentalista” della sacramentaria e una visione funzionalistica e moralizzante della celebrazione egli, anticipando i risultati di molti studi di storia delle religioni e di antropologia culturale, mette in risalto l’“inutilità” e l’intrinseca bellezza dell’agire liturgico, ponendolo in analogia con il gioco. Odo Casel, recependo le tesi del suo compagno, difende l’esigenza di riscoprire una forma di pensiero totale in cui l’azione simbolica, con cui si esprimono allo stesso modo il culto e il gioco, permette una partecipazione di “tutto” l’uomo al mistero divino.
Guardini has been one of the first scholars who was able to catch the playful and free character of liturgy. Against a conception of sacraments as “instruments” of grace and against a functional and moralistic vision of celebration, he pointed out the “uselessness” and the intrinsic beauty of the liturgical acting, that he puts i9n analogy with the play. Doing so, he anticipated the outcomes of many researches on religion’s history and cultural anthropology. On his side, Odo Casel, receiving the insights of his fellow, defends the necessity of discovering again a global way of thinking, in which the symbolic action, as the same way that worship and play use for their expression, allows a participation of the “whole” human being to the divine mystery.
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Carlo Prezzolini
Il culto alla Trinità nell’abbazia del Santissimo Salvatore al Monte Amiata fra X e XI secolo. Ipotesi di ricerca
L'articolo analizza documenti storico-artistici e letterari dei secoli X e XI dell'abbazia di San Salvatore al Monte Amiata, che contengono riferimenti al culto della SS. Trinità. Viene proposta la leggenda di fondazione dell'abbazia, un canto letterario al Mistero della Trinità; la pergamena della consacrazione della nuova chiesa del 1035 viene collegata all'iconografia della cripta e della chiesa superiore che, nella parte terminale, presentano uno schema a tre triconchi, come un canto delle pietre alla Trinità. Inoltre viene indicata la presenza nella biblioteca monastica amiatina della famosa opera del teologo carolingio Rabano Mauro, il De laudibus sanctae crucis, ricco di riferimenti trinitari. In base a queste analisi, l'autore propone, come ipotesi di ricerca, San Salvatore come uno dei centri di elaborazione e di diffusione del culto alla SS. Trinità.
This essay takes into consideration historical, literary and artistic documents from X and XI centuries, that are conserved in the St. Saviour Abbey of Mount Amiata. These documents hold references to the worship of most Holy Trinity. Here the legend about the foundation of this Abbey is proposed, together with a literary song about the Trinity’s mystery. A parchment of the dedication of the new church in 1035 is linked to the iconography of the crypt and of the upper church, in which is presented a pattern with three apses as a stones song in honour of Trinity. Furthermore in the monastic library of this Abbey is conserved a copy of the famous work De laudibus sanctae crucis by Rabanus Maurus, a Carolingian theologian, that is full with Trinitarian references. According to these considerations, the author proposes as a research’s hypothesis Saint Saviour Abbey as one of the centres in which the worship of the most Holy Trinity was elaborated and spread.
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NOTE
Lamberto Maria Crociani
Per una prima lettura dell’opera di Tommaso Federici, nel decennale della sua morte
La breve presentazione della teologia di Federici ripercorre il suo pensiero da quando le contingenze storiche lo hanno portato a rinunciare ad una brillante carriera universitaria per dedicarsi alla formazione presbiterale tanto all'Ateneo Sant'Anselmo quanto all'Università Urbaniana. Fin dall'inizio sono distinguibili due realtà teologiche: l'impegno sociale cristiano, che ne determina la comprensione dell'iniziazione cristiana e della liturgia, e la centralità della Parola di Dio nell'unità dei due Testamenti da leggere sempre secondo la “lettura omega”, cioè a partire dalla Risurrezione. La sintesi di tutto è riconoscibile nei commenti al lezionario romano e bizantino.
This short introduction about the theological insight of Federici aims to retrace his way of thinking, since historical situations have brought him to give up to a brilliant university’s career and to devote himself to the priestly formation in the St. Anselm Academy as well as in the Pontifical Urbaniana University. From beginning two theological realities are clearly visible: the Christian social engagement, that determines his understanding of Christian initiation and of the liturgy; and the central position of God’s Word in the unity of two Testaments, which are to be read always according to the “omega reading”, i.e. starting from Resurrection. The synthesis of all of this is visible in his comments to the Roman and Byzantine Lectionary.
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Stefano Parenti
L’omelia nelle liturgie dell’Oriente cristiano
La prossima pubblicazione del Dizionario di omiletica in Polonia racchiude tra l’altro testi nuovi come il presente contributo che qui anticipiamo in versione originale. Il tema è trattato a partire da luogo in cui questa si svolge, per ricordare la sua collocazione liturgica e la frequenza con cui si attua, e per concludere con uno sguardo sulle raccolte omiletiche dell’antichità.
The next edition of the Homiletic Dictionary in Poland contains among other contributions, some new texts as this essay, that is here published in advance in its original version. The issue is studied beginning with the place where homily happens, in order to point out its liturgical location and the frequency of its accomplishment. As a conclusion, information is given to the homiletic collections of the antiquity.
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Matias Augé
Tempo e rito: un rapporto per vivere autenticamente
Precisata la nozione di “tempo rituale”, lo studio illustra brevemente il ritmo annuale dell’Anno liturgico e quello quotidiano della Liturgia delle Ore: due ritmi che sono in stretta correlazione tra loro e che hanno sempre come punto centrale di riferimento il tempo della celebrazione eucaristica. La liturgia nei suoi tre aspetti: anamnetico, dossologico-epicletico, escatologico è altra cosa che assenza di tempo, di progettualità, di direzione. Nella liturgia i credenti partecipano ad una storia, che ha il suo incipit, il suo culmine, e il suo eschaton. Di fronte ad una cultura “cronofaga”, la celebrazione liturgica non è manipolazione del tempo, ma memoriale di ciò che è avvenuto una volta, espressione di fedeltà al manifestarsi di Dio nella storia e segno di speranza nel futuro adempimento di questo manifestarsi salvifico di Dio nel tempo. Il recupero dell’esperienza del celebrare ritmato nel tempo può contribuire alla scoperta di un senso più profondo della vita.
After having defined the notion of “ritual time”, this essay illustrates briefly the yearly rhythm of the liturgical year and of the daily Liturgy of the Hours: two rhythms which are each other in a strict relationship and have always as central point of reference the time of Eucharistic celebration. The Liturgy, in its three aspects: anamnetic, doxological-epicletic and eschatological, is quite different from no time or absence of direction and planning inability. In the Liturgy, believers share in a history that has its incipit, its apex and its eschaton. In front of a culture that is “chronophagous”, liturgical celebration is not time’s manipulation, but memorial of what is happened once a time, expression of faithfulness to God who reveals himself in the history and sign of hope in the future accomplishment of this salvific God’s revelation within time. Recovering the experience of a celebrative action, that is marked by time, can contribute to discover a deeper sense of life.
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n°3 mag/giu 2012
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