Pubblicato il fascicolo di Rivista Liturgica 1/2026

27 Marzo 2026

Liturgia in crisi?

La domanda che abita la riflessione del presente fascicolo di Rivista Liturgica è se sia la liturgia ad essere in crisi oppure se sia il segno della crisi che attraversano le comunità ecclesiali italiane. Nella fase di ascolto del Cammino sinodale (2021-2023) con decisione è emerso il “problema liturgico”:

La celebrazione eucaristica è e rimane “fonte e culmine” della vita cristiana e, per la maggioranza delle persone, è l’unico momento di partecipazione alla comunità.
Tuttavia, si registrano una distanza tra la comunicazione della Parola e la vita, una scarsa cura delle celebrazioni e un basso coinvolgimento emotivo ed esistenziale. Di fronte a “liturgie smorte” o ridotte a spettacolo, si avverte l’esigenza di ridare alla liturgia sobrietà e decoro per riscoprirne tutta la bellezza e viverla come mistagogia, educazione all’incontro con il mistero della salvezza che tocca in profondità le nostre vite, e come azione di tutto il Popolo di Dio. In tal senso risulta urgente un aggiornamento del registro linguistico e gestuale

Questo ha condotto i vescovi italiani a dedicare nel documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, Lievito di pace e di speranza, diversi numeri alla liturgia e alla promozione della formazione liturgica.

In un orizzonte simile, ma con sfumature differenti, era quanto riportato nello strumento di lavoro del Sinodo sui giovani, dove si leggeva:

I giovani più partecipi della vita della Chiesa hanno espresso varie richieste specifiche. Ritorna spesso il tema della liturgia, che vorrebbero viva e vicina, mentre spesso non consente di fare un’esperienza di «alcun senso di comunità o di famiglia in quanto Corpo di Cristo» (RP 7), e delle omelie, che molti ritengono inadeguate per accompagnarli nel discernimento della loro situazione alla luce del Vangelo. «I giovani sono attratti dalla gioia, che dovrebbe essere un segno distintivo della nostra fede» (RP 7), ma che spesso le comunità cristiane non sembrano in grado di trasmettere.

E ancora:

Una CE afferma che i giovani «non vengono in Chiesa per trovare qualcosa che potrebbero ottenere altrove, ma cercano un’esperienza religiosa autentica e persino radicale». Molte risposte al questionario segnalano che i giovani sono sensibili alla qualità della liturgia. In maniera provocatoria la RP dice che «i cristiani professano un Dio vivente, ma nonostante questo, troviamo celebrazioni e comunità che appaiono morte» (RP 7)

Dai testi riportati, se da una parte è indubbiamente la liturgia ad essere in crisi, dall’altra, in modo particolare nell’Instrumentum Laboris, si nota come la liturgia manifesti “comunità smorte”, e come la liturgia non consenta di fare esperienza di comunità o famiglia. Quindi non solo la liturgia è in crisi, ma è realmente uno dei “segni visibili” della crisi che attraversano le comunità cristiane.

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