Pubblicato il secondo fascicolo del 2021

I Sacramentali.

Questioni aperte e nuove prospettive

Il dettato di Sacrosancutm Concilium (SC) 61 costituisce il riferimento imprescindibile dei contributi presentati in questo numero di RL, che indaga essenzialmente sul rapporto tra sacramenti e sacramentali. Recita testualmente:

La santa madre Chiesa ha istituito i sacramentali. Questi sono segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l’effetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita.

L’osservazione ermeneutica iniziale deve rilevare l’incertezza del dettato («…con una certa imitazione dei sacramenti»; e ancora: «…vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali», quali?) e particolarmente far tesoro dell’esplicito commento di L. Girardi:

Il testo incoraggia a non leggere il rapporto tra sacramenti e sacramentali secondo una logica di importanza o di concorrenza: essi esprimono insieme, con funzioni e modi diversi, l’azione della Chiesa per il farsi della vita cristiana e concorrono in ultima istanza al medesimo fine.

Sicché, il ricco tesoro che viene ora consegnato agli avveduti lettori, contenuto in questo fascicolo di RL, trova la sua chiave ermeneutica in questa affermazione di P.L. Maggioni, redatta per lo studio della questione relazionale tra sacramenti e sacramentali nell’orizzonte ecumenico:

La distinzione tra i concetti di “sacramento” e “sacramentale”, su cui la sacramentaria cattolica è tutta imperniata, risulterebbe del tutto labile, se applicata a schemi teologici altri: eventualmente, essa si regge sulla tenuta stessa del settenario tradizionale. Laddove, infatti, il settenario fosse, o rifiutato o considerato solo indicativo di una sacramentalità più ampia e difficilmente circoscrivibile, la differenza di grado tra quei segni che sono “efficaci ex opere operato” e quanti «devono la loro efficacia all’opus operantis Ecclesiae» rischierebbe di non essere percepibile.

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