Pubblicato il fascicolo di Rivista Liturgica 109/2 (2022)

Liturgia e parrocchia

Papa Francesco, in Evangelii Gaudium, evidenzia come la parrocchia abbia una plasticità tale da poter assumere forme molto diverse che richiedono la docilità e la creatività missionaria del pastore e della comunità. «Sebbene certamente non sia l’unica istituzione evangelizzatrice, se è capace di riformarsi e adattarsi costantemente, continuerà ad essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie”» (EG, n. 28). Il Pontefice, purtroppo, aggiunge che «l’appello alla revisione e al rinnovamento delle parrocchie non ha ancora dato sufficienti frutti perché siano ancora più vicine alla gente, e siano ambiti di comunione viva e di partecipazione, e si orientino completamente verso la missione».

In effetti dobbiamo riconoscere che alla Riforma liturgica sembra non essere corrisposta una Riforma della Chiesa; se i fedeli hanno cambiato i riti con cui pregano, se è cambiata la forma celebrativa, d’altra parte paradossalmente sembra che le strutture ecclesiali siano rimaste praticamente le stesse. Eppure il Concilio era ben consapevole di come si sarebbe occupato anche della riforma e della promozione della liturgia per «meglio adattare alle esigenze del nostro tempo quelle istituzioni […] soggette a mutamenti» (SC 1).

Scopo del presente fascicolo di Rivista Liturgica è appunto quello di esplorare la relazione tra riforma dei riti e riforma della Chiesa, tra le nuove forme rituali postconciliari e nuova immagine di parrocchia, attraverso una serie di studi, qui confluiti dalle relazioni tenute alla LV Settimana Liturgico-pastorale, svoltasi a Camaldoli dal 18 al 22 luglio 2021, sul tema: “Parrocchia e Liturgia”.

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